mercoledì 28 maggio 2014

Loud Notes on indefinite hiatus (ma anche no) or How I Spent My Springtime / #loudnotes #cassettine

Sì, insomma, il lavoro si è moltiplicato e il tempo neanche per il cazzo, e il risultato è che Loud Notes è fermo da quasi due mesi ormai (me ne scuso con chi ha inviato materiale digitale e si aspettava una recensione, purtroppo è andata così).

Considerata la pausa, mai così lunga da quando ho messo in piedi il blog, ho passato gli ultimi giorni ad arrovellarmi su dubbi e domande: che fare, chiudere?, cambiare "profilo"?, far come nulla fosse e attendere tempi migliori per tornare a scrivere? Poi come un lampo è arrivata la risposta: prendersi un po' meno sul serio, comprendere ed utilizzare i propri limiti; che poi, nella sostanza, significa scrivere in totale libertà, quando il tempo e la voglia lo concedono.

In fondo Loud Notes è sempre stato un bastardino, strano ibrido tra una webzine e un blog, tra l'ordine e il caos, lontano anni luce da qualsiasi ambizione di notorietà, un piccolo bloc notes di recensioni e appunti rumorosi, chi li vuole leggere li legga altrimenti affanculo.
E allora perché non continuare così, rafforzando e completando questa linea di caos e totale libertà "redazionale" (perché mai, in fondo, dovrei piegare la linea editoriale alle sollecitazioni esterne, al mercato, così veloce, saturo e pieno di spazzatura?)?

Punto e a capo, dunque. Si riparte verso nuovi lidi, con più lentezza, consapevolezza e tranquillità, in compagnia del solito vecchio amico e compagno di viaggio, il rock'n'roll; con in testa i versi di un pezzo enoooorme, che sembra aver indicato la strada da percorrere:

Well, I'm not in a hurry
No, I ain't in a rush
That rock is such a gift
So make it last 

Ma bando alle ciance, perché giusto ieri è uscito uno degli album più belli, freschi e intensi che abbia ascoltato in questi due mesi di ritiro lavorativo. Si tratta di Third Time To Harm, terzo album in studio dei texani OBN IIIs, personalissima creatura di quel geniaccio di Orville Bateman Neeley III (anche negli ottimi Bad Sports, NdR) e fiore all'occhiello del catalogo Tic Tac Totally.
Third Time To Harm è un geniale e impetuoso mix di garage punk dal volto sixties, psichedelia nineties dalle forti tinte hard e qualche sputazzo di punk '77. Una collezione di pezzi duri, armoniosi e ballabili, che non conoscono noia o cadute di stile. Un gioiellino grezzo davvero prezioso, che potete strimmarvi nella sua interezza qui.

A fargli compagnia nella #cassettina qui sotto, ho messo una manciata di pezzi tratti da quelle che considero le migliori release degli ultimi mesi (di altre molto buone ne ho già parlato sul blog).

Majestico - When Kingdome Come (ATO)
Stephen Malkmus & The Jicks - Wig Out At Jagbags (Matador) 
Protomartyr - Under Color of Official Right (Hardly Art)
Sleaford Mods - Divide and Exit (Harbinger Sound)
The Afghan Whigs - Do To The Beast (Sub Pop)
Temples - Sun Structures (Fat Possum)
Mudhoney - Live At Third Man Records (Third Man)
The People's Temple - Musical Garden (HoZac)
Ex-Cult - Midnight Passenger (Goner)
Swans - To Be Kind (Young God)
Guided By Voices - Motivational Jumpsuit (Fire)
Micah P. Hinson - Micah P. Hinson and The Nothing (Talitres)