mercoledì 26 marzo 2014

Butthole Surfers - Locust Abortion Technician (Touch & Go, 1987) / #review #retro

In un'ideale classifica de "i dischi più folli della storia del rock" Locust Abortion Technician si piazzarebbe certamente molto in alto, su questo non c'è alcun dubbio.

(In barba al falso adagio secondo il quale "l'abito non fa il monaco", i due simpatici pagliacci - tre, se si conta il cane - che campeggiano sulla bella copertina disegnata dall'artista Arthur Sarnoff anticipano in modo egregio i contenuti del disco)

Ma non è solo la follia, a fare del terzo album dei texani Butthole Surfers (letteralmente, quelli che fanno surf sul buco del culo), pubblicato dalla Touch & Go nel marzo del lontano 1987, un disco straordinario. 
Deve essere, piuttosto, quella mistura originale ed effervescente di teatralità zappiana, oscurità sabbathiana (Sweet Loaf è costruita sull'indimenticabile riff di Sweet Leaf), progressive, sludge, psichedelia (o meglio, acidità), grunge, demente furia ramonesiana e noise a farne quel che è. Un capolavoro, o poco meno. O un casino assurdo, dipende dai punti di vista.

Urticante e per nulla incline al compromesso, indisposto a concedere alcunché in termini di orecchiabilità, Locust Abortion Technician (registrato e autoprodotto nello studio casalingo dei nostri cinque adorabili pagliacci) procede a testa bassa nel suo assurdo trip acido attraverso generi musicali apparentemente inconciliabili, spiazzando persino l'ascoltatore più abituato a stranezze d'ogni sorta.

Il bello è che, alla fine, dopo aver sguazzato nella melma rock acida di Pittsburg To Lebanon, aver cavalcato il rock'n'roll punk recalcitrante di Human Cannonball, esservi violentati le orecchie con il noise-sludge-wave e le urla strazianti di USSA, esservi invischiati nel non-so-cosa metallico di The O-Men, esservi ubriacati con 22 Going On 23 (della quale Hay è la versione al rovescio), uno sludge rock che fa da colonna sonora a una conversazione telefonica (si tratta della testimonianza di una donna vittima di molestie sessuali, intervallata da quella di un uomo che descrive le frustrazioni di un matrimonio senza amore) ne uscirete fuori divertiti e scioccati, convinti che mai più, di lì in avanti, riuscirete ad ascoltare una tale commistione di generi e idee strampalate compresse in un solo disco (di appena 32 minuti di durata). E mai più, forse, le troverete tanto idiote e allo stesso tempo tremendamente eccitanti come in questo caso.

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