lunedì 24 marzo 2014

Big Ups - Eighteen Hours of Static (Tough Love, 2014) / #review

Eighteen Hours of Static è l'esordio lungo dei Big Ups (su Tough Love), un giovane quartetto newyorkese che bazzica palchetti, piccoli locali fumosi e fetenti sobborghi dal 2010, brandendo come un glorioso vessillo un generoso, sporco, consunto, nichilista e furente post-hardcore che produce istantanee e foto ricordo di Chicago e Washington DC. 

Eighteen Hours of Static è un disco che suona ardente e bellicoso, persino bastardo, come una bomba lanciata nel mucchio, in mezzo alla folla che si trascina cieca, indolente, schizzata e mediocontenta tra le strade che odorano di puttana delle grandi città. 
Un disco che potrebbe essere uscito all'inizio degli anni '90 ma invece è uscito oggi, nel 2014, mentre un occidente al tramonto (la nostra cara vecchia stronza decadente Europa a fare da capofila) si avvita su se stesso e si va abituando a vivere in un'epoca di crisi permanente. Proprio oggi, in un'epoca in cui il rock alternativo tutto-o-quasi, quello che una volta chiamavano giustamente e con orgoglio indie e che oggi faremmo meglio a scaricare velocemente nel cesso per evitare che i muri auricolari si impregnino del suo fetido olezzo, ha imboccato strade sicure e trafficate, dimenticando l'indimenticabile, il sempreverde e cocente bisogno di abbattere i muri. Di produrre controcultura. 

I Big Ups non sono in grado di abbattere i muri (non da soli, quantomeno), ma ci provano con coraggio e determinazione, e per lo meno si sforzano di erigere infuocate barricate (Justice, TMI, Atheist Self-Help), che pure ne abbiamo un disperato bisogno. 

Eighteen Hours of Static soffre di retromania e sudditanza spirituale, di scrittura uniforme, a volte (poche, a dir la verità) persino di mancanza di idee e di scarsa originalità. Soffre tantissimo, lo si sente, come un cane bastonato. Ma tiene la rivolta in pugno, graffia e spacca di brutto e fa male. Ed è meglio, tanto meglio, della maggior parte della merda che circola indisturbata ogni santo giorno.

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