lunedì 10 febbraio 2014

Throwing Muses - Purgatory/Paradise (The Friday Project, 2013) / #review

Uscito mentre il 2013 si avvicinava al tramonto, Purgatory/Paradise segna il ritorno dei Throwing Muses su formato lungo, dopo l'esperienza delle sessioni "stagionali" di tre-quattro anni fa e a ben dieci anni di distanza dal precedente LP omonimo, cha a sua volta arrivava a interrompere un altro lungo riposo.

L'urgenza e l'immediatezza di quell'altro ritorno hanno lasciato il posto, in Purgatory/Paradise, a un alternative rock pensieroso, notturno, groovy e profondamente pop, più orientato verso strambe costruzioni arty, spigolose e scarne, a volte dolci altre volte rabbiose, dal retrogusto squisitamente folk.

Trentadue frammenti di alt rock rumoroso e melodico, incredibilmente ispirato e passionale, sospesi tra cambi di tempo e di umore (Opiates, Lazy Eye), distorsioni spesse, bridge finissimi e arpeggi di chitarra acustica, tenuti insieme dall'incredibile lirismo di Kristin; trentadue piccoli componimenti (spesso non raggiungono il minuto e mezzo, e solo sei superano i tre minuti) che formano una splendida silloge art-rock, un album costruito come un lungo poema, che riesce ad emozionare ed eccitare sia quando ci culla con ballate notturne (la coppia Freesia e Curtains 1) e siparietti pop (Triangle Quantico, Walking Talking) che quando decide di tirare fuori gli artigli e tornare a far male (il noise-pop di Morning Birds 1 e Sleepwalking 2, la ballata rabbiosa di Sunray Venus, gli splendidi art-rock di Slippershell e Speedbath), o di regalare lunghe ballatone folk rock (Milan).

L'album, racchiuso all'interno di un artwork curatissimo, opera del batterista Dave Narcizo, è accompagnato da un libro di 60 pagine contenente le liriche delle canzoni, piccoli saggi della Hersh e tante bellissime foto. È pubblicato dalla casa editrice The Friday Project. Un prodotto indubbiamente coraggioso, nell'era dell'ascolto uso e getta, che per nessuna ragione al mondo mi lasciarei sfuggire.

Nessun commento:

Posta un commento