giovedì 30 gennaio 2014

Wasted Pido - Caffeine Recordings (Calypso Hotel, 2013) / #review

Wasted Pido non è uno nuovo a queste cose, avendo già militato in band incredibili dai nomi improponibili quali John Whoo, L'amico di Martucci e The Hormonas. Dal 2005 gira il mondo (e non è un'iperbole messa lì per attrarre la vostra attenzione, lo fa davvero: vi consiglio a tal proposito di andare a spulciarvi il suo profilo youtube) come one man band, suonando ovunque e spargendo rock'n'roll a piene mani.
Caffeine Recordings è solo l'ultimo di una manciata di tape, CD-R, split e 7 pollici autoprodotti usciti per labels inesistenti, ed è un assemblaggio di registrazioni in studio, un live al Vò Zuzu di Porto Alegre e un demo.

Volendo riassumerne il contenuto da un punto di vista musicale direi che ci troviamo di fronte a un'esplosione di rock'n'roll marcio e polveroso. Un punk blues urticante (Searching) suonato in bassissima fedeltà, con qualche sputazzo di country velenoso e perdente (l'ubriachissima Tear In My Beer o il ruggito punk-Cashiano di Pray Them Bars) a far capolino tra le piaghe pruriginose delle note andate a male. 

L'inflazione di one-man band che suona questo tipo di musica è galoppante, e non sempre è facile frugare nel pagliaio e uscirne con qualcosa di veramente buono. Quando ti trovi di fronte un rock'n'roll così sinistro e passionale, però, un rock caldo e fangoso come il blues del Delta, aggressivo e scontroso come un Johnny Cash ubriaco, defogliato da riff ipervitaminici, da un'armonica usata a mò d'arma bianca (Diabo Verde) e da urla graffianti; un country-blues sporco, gonfio di whiskey, anfetamine e fiera attitudine punk rock (da ascoltare, a tal proposito, Degenerated e Speedwolf); bè, insomma, quando ti trovi di fronte a questa roba qua ti esce il sorriso beffardo. E finisce che ti vien voglia di stappare quella cazzo di bottiglia che tieni chiusa nella fottuta cristalliera di tua nonna, prendere a calci il mondo e farti rodere le budella da quell'alcool stantio e da quella ruvida violenza rock'n'roll, cantando Searching a squarciagola.

E ti ricordi che, alla fine, per fare buon rock ci vuole davvero poco. Sincerità, passione, rabbia, l'attitudine giusta e uno strumento da torturare. E che nessuno gridi al miracolo, cazzo, che è solo rock'n'roll!

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