giovedì 23 gennaio 2014

The Thons - Thirty Foot Snake (autoprodotto, 2014) / #review

Dite quello che vi pare, ma ascoltare un disco del genere (e il discorso vale anche per il precedente, Raw. Real. Rock., l'esordio passato ingiustamente inosservato l'anno scorso), una sorta di live in studio registrato in unica sessione e senza aggiunta di overdub, è un'esperienza che ha pochi eguali. Di quelle in grado di riappacificarti con il rock tutto.

Se poi ci aggiungete il fatto che i Thons suonano un garage rock-blues ruvido e anfetaminico, intimamente chitarristico, imbastardito da influenze post e proto-punk, e lo fanno con una sincerità e una passione che lasciano a bocca aperta, avrete il quadretto completo di questo Thirty Foot Snake, un disco forse acerbo e senza futuro, ma tremendamente necessario. Uno di quelli che vale la pena avere, ché son capaci di cambiarti una giornata, di prenderti per mano, portarti tra le fiamme del loro rock'n'roll e lasciarti lì ad arrostire col sorriso sulle labbra, ché il rock non t'era sembrato tanto divertente da un po' di tempo a questa parte.

È un vero piacere ascoltare e riascoltare (e qui viene in aiuto la registrazione da live act, che non stanca mai) pezzi come Thirty Foot Snake, che puzza di rhythm'n'blues dell'età dell'oro, pub rock e proto-punk, non ne fa mistero e prende a gentil calci in culo chi non ne vuol sapere nulla. Non sono da meno la ruggente ballata rock'n'roll di Wars Most Won, e le frenetiche Dead On The News e 19,99 Monthly, dal vivido sapore garage-blues e dal forte retrogusto "Fallesco", portato in dote dalla voce annoiata, quadrata e anfetaminica del cantante. O ancora, i rock'n'roll-punk da manuale di Violate e Make Me Believe In You, entrambe sfregiate da provvidenziali grandinate di riff e assoli (una delle cose più belle di Thirty Foot Snake è, per l'appunto, il lavoro delle chitarre, NdR).
Insomma, bando alle ciance, fatevi un giro qui, fate il vostro prezzo e portatevi a casa questo gioiellino.

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