giovedì 30 gennaio 2014

Wasted Pido - Caffeine Recordings (Calypso Hotel, 2013) / #review

Wasted Pido non è uno nuovo a queste cose, avendo già militato in band incredibili dai nomi improponibili quali John Whoo, L'amico di Martucci e The Hormonas. Dal 2005 gira il mondo (e non è un'iperbole messa lì per attrarre la vostra attenzione, lo fa davvero: vi consiglio a tal proposito di andare a spulciarvi il suo profilo youtube) come one man band, suonando ovunque e spargendo rock'n'roll a piene mani.
Caffeine Recordings è solo l'ultimo di una manciata di tape, CD-R, split e 7 pollici autoprodotti usciti per labels inesistenti, ed è un assemblaggio di registrazioni in studio, un live al Vò Zuzu di Porto Alegre e un demo.

Volendo riassumerne il contenuto da un punto di vista musicale direi che ci troviamo di fronte a un'esplosione di rock'n'roll marcio e polveroso. Un punk blues urticante (Searching) suonato in bassissima fedeltà, con qualche sputazzo di country velenoso e perdente (l'ubriachissima Tear In My Beer o il ruggito punk-Cashiano di Pray Them Bars) a far capolino tra le piaghe pruriginose delle note andate a male. 

L'inflazione di one-man band che suona questo tipo di musica è galoppante, e non sempre è facile frugare nel pagliaio e uscirne con qualcosa di veramente buono. Quando ti trovi di fronte un rock'n'roll così sinistro e passionale, però, un rock caldo e fangoso come il blues del Delta, aggressivo e scontroso come un Johnny Cash ubriaco, defogliato da riff ipervitaminici, da un'armonica usata a mò d'arma bianca (Diabo Verde) e da urla graffianti; un country-blues sporco, gonfio di whiskey, anfetamine e fiera attitudine punk rock (da ascoltare, a tal proposito, Degenerated e Speedwolf); bè, insomma, quando ti trovi di fronte a questa roba qua ti esce il sorriso beffardo. E finisce che ti vien voglia di stappare quella cazzo di bottiglia che tieni chiusa nella fottuta cristalliera di tua nonna, prendere a calci il mondo e farti rodere le budella da quell'alcool stantio e da quella ruvida violenza rock'n'roll, cantando Searching a squarciagola.

E ti ricordi che, alla fine, per fare buon rock ci vuole davvero poco. Sincerità, passione, rabbia, l'attitudine giusta e uno strumento da torturare. E che nessuno gridi al miracolo, cazzo, che è solo rock'n'roll!

martedì 28 gennaio 2014

Protomartyr - Scum, Rise! + Come & See / #songs #streaming

I detroitiani Protomartyr, dopo aver passato un intero anno a solcare i palchi di mezz'America e aver esaurito per ben due volte la tiratura del loro esordio lungo No Passion All Technique, tornano - bontà loro e fortuna nostra - a sfornare novità.

Il prossimo 8 aprile uscirà, per l'ottima Hardly Art Records, il seguito di quel fortunato debutto, intitolato Under Color of Official Right (copertina qui a fianco). Il pezzo che ci andiamo ad ascoltare, Scum, Rise!, è il primo singolo estratto dal nuovo album e, come era ragionevole prevedere avendo ascoltato i precedenti lavori, è una gran figata, un magistrale e originale incontro/scontro di alternative rock e post-punk, con la solita bella voce Smithiana (nel senso di Mark E.) di Joe Casey (che col tempo sta acquistando personalità) a colorare di magia (nera) il tutto.

Mentre attendiamo con la dovuta ansia l'uscita del full-length, ci conviene, io credo, consumare questo singoletto. Oltre che, ovviamente, ripescare tutto il resto.



[update 24-2-2014]: i Protomartyr continuano a fare a pezzetti il nuovo immimente album e a regalarci in anticipo qualche piccola grande gemma. Questa è Come & See, un bel pezzone new wave dall'andatura sghemba che esplode sul finale con drammaticità e trasporto. Figo!

venerdì 24 gennaio 2014

The Ex - How Thick You Think / #songs #streaming

Sembrerebbe che il fine settimana abbia deciso di iniziare con il passo giusto, con un bel sole a scaldare questo povero insulso venerdì e un caldo spruzzo di buon rock a far da colonna sonora. 

Stamani, mentre facevo la consueta rassegna stampa musicale con il bacio del sole sul mio lato sinistro (non a caso), ho scovato tra le pagine di Quietus lo streaming How Thick You Think, il nuovo singolo degli olandesi The Ex, che lorsignori avranno ben capito essere uno degli ascolti preferiti in casa Loud Notes.
Il singolino in questione, che accoglie sul lato B una That's Not A Virus della quale ancora non ci è dato fare la conoscenza, è semplicemente, e ciò va detto ad onor della VERITÀ, la cosa migliore uscita dalle casse del 2014 in questi primi ventiquattro giorni. 
Mi è sembrato dunque doveroso farvi partecipi della scoperta del venerdì, invitandovi ad ascoltare il suddetto pezzone.

giovedì 23 gennaio 2014

The Thons - Thirty Foot Snake (autoprodotto, 2014) / #review

Dite quello che vi pare, ma ascoltare un disco del genere (e il discorso vale anche per il precedente, Raw. Real. Rock., l'esordio passato ingiustamente inosservato l'anno scorso), una sorta di live in studio registrato in unica sessione e senza aggiunta di overdub, è un'esperienza che ha pochi eguali. Di quelle in grado di riappacificarti con il rock tutto.

Se poi ci aggiungete il fatto che i Thons suonano un garage rock-blues ruvido e anfetaminico, intimamente chitarristico, imbastardito da influenze post e proto-punk, e lo fanno con una sincerità e una passione che lasciano a bocca aperta, avrete il quadretto completo di questo Thirty Foot Snake, un disco forse acerbo e senza futuro, ma tremendamente necessario. Uno di quelli che vale la pena avere, ché son capaci di cambiarti una giornata, di prenderti per mano, portarti tra le fiamme del loro rock'n'roll e lasciarti lì ad arrostire col sorriso sulle labbra, ché il rock non t'era sembrato tanto divertente da un po' di tempo a questa parte.

È un vero piacere ascoltare e riascoltare (e qui viene in aiuto la registrazione da live act, che non stanca mai) pezzi come Thirty Foot Snake, che puzza di rhythm'n'blues dell'età dell'oro, pub rock e proto-punk, non ne fa mistero e prende a gentil calci in culo chi non ne vuol sapere nulla. Non sono da meno la ruggente ballata rock'n'roll di Wars Most Won, e le frenetiche Dead On The News e 19,99 Monthly, dal vivido sapore garage-blues e dal forte retrogusto "Fallesco", portato in dote dalla voce annoiata, quadrata e anfetaminica del cantante. O ancora, i rock'n'roll-punk da manuale di Violate e Make Me Believe In You, entrambe sfregiate da provvidenziali grandinate di riff e assoli (una delle cose più belle di Thirty Foot Snake è, per l'appunto, il lavoro delle chitarre, NdR).
Insomma, bando alle ciance, fatevi un giro qui, fate il vostro prezzo e portatevi a casa questo gioiellino.

martedì 21 gennaio 2014

The Instigation - No Way Out EP (autoprodotto, 2014) / #review

Ieri è stato un lunedì di ripetuti e ostentati ascolti hardcore. Punk, ça va sans dire.

Oggi l'hardcore bussa di nuovo alle mie casse, impersonato dalle palle quadrate di questa indiavolata band giapponese, gli Instigation, che giunge al secondo EP (il primo, omonimo, è del novembre 2012) dopo aver passato qualche anno a surfare palchi e cambiare line-up.  
Imbeccata finalmente la formazione giusta con la recente assunzione di un possente batterista canadese, tornano a farsi sentire con questo No Way Out (proveniente dalle stesse session di registrazione del precedente), un altro furioso ruggito hardcore punk in stile 80s sporcato manco fosse stato necessario (ed invece lo era eccome, sentire per credere) di sperma garage e rock'n'roll.

Quattro pezzi al fulmicotone - tra i quali spiccano la tiratissima title-track e la bella cover di Degenerated dei Reagan Youth - che faticano a raggiungere i due minuti, sputando fuori rabbia e frustrazione e diosolosacosa con una nonchalance e un'immediatezza da far indietreggiare. 
Urla grezze e disperate, riff metallici e taglienti, velocità improbabili e sguaiatezza garage-punk sono gli ingredienti che fanno grande questo piccolo gioiello. Vi stuzzica la cosa? Inviate un'email a instigation@gmail.com e avrete la vostra bella copia fisica.

venerdì 17 gennaio 2014

Plof - Mardì Gras EP (Lepers Production, 2013) / #review

Uscito poco prima della fine del 2013, questo nuovo "prodotto lebbroso" (dal nome dell'etichetta, Lepers Production, una free net label che se siete stati attenti avete già incrociato qui e qui) è un feroce, folle, disturbato e disturbante EP di weird punk. 
I Plof sono i Blood Brothers più paraculi, ha detto qualcuno. I Blood Brothers con in corpo una quantità di acidi che neanche i Butthole Surfers, aggiungo io.

Due voci - l'una un vocione da hardcore-metal, l'altra una vocina strafatta di elio - si alternano gettando strofe su un tappeto sonoro ibrido ed eccitante, un rock spastico che picchia duro, senza pietà, alternando accelerazioni e stop & go che fanno tanto hardcore-punk anni '80, rallentamenti post (hardcore, ma che diamine!), incursioni crossover e inaspettate sviolinate progressive.
Come i Blood Brothers, appunto, ma in botta dura. Acida e molesta. Come la colonna sonora di un cartone animato giapponese di serie B (ci vedrei bene Bobby Bob).

Scorre veloce e senza intoppi, Mardì Gras, regalandoci 10 minuti di bagordi rock'n'roll felicemente fuori moda, che sfanculano etichettatori e indieperdenti mordendo al collo con attitudine punk e tanta ironia. Divini!

 

giovedì 16 gennaio 2014

The 50 best albums of 2013 > 20-1 / #classifiche #loudnotes

...ed ecco la top 20. Senza copertine e mini-rece quest'anno, che ci voleva troppo sbattimento e il tempo è tiranno bastardo porco, a volte. Se volete approfondire, comunque, ci sono un sacco di recensioni da leggere.

Noterete sicuramente - e se non lo noterete ci penso io a farvelo notare, in anticipo sul vostro stupore (cit) - qualche incongruenza tra i voti assegnati in sede di recensione e il piazzamento in classifica.
Chiedo venia, ma il giudizio su un album cambia con il tempo e con gli ascolti, il voto purtroppo no...

I casi sono cinque, due di esagerata bontà e tre di esagerata avarizia. 
Il primo caso di bontà (il più eccessivo) è quello di We Are The 21st Century Ambassadors of Peace and Magic dei Foxygen, che trovate nell'altra metà della classifica, nel qual caso avevo decisamente esagerato con il voto e con l'entusiasmo. La qualità dei pezzi non si discute, ma a volte la vicinanza con i Kinks e Bowie è davvero troppo marcata e la personalità fa cilecca.
Il secondo caso è quello di New Moon dei Men: anche qui voto esagerato, se pur solo d'una mezza tacchetta. Album di transizione, molto bello, la cui divisione netta tra pezzi roots e pezzi noise però, ne compromette un poco l'omegeneità.

Il terzo caso - il primo di avarizia, il più esagerato - è quello dell'omonimo omonimo dei Bazooka, che meritava ben più di un 7: l'album è diretto, grezzo, potente e trascinante e può seriamente essere considerato una delle migliori uscite garage-punk del 2013. Per di più è un esordio e questo gli merita un mezzo punto in più.
Un discorso simile va fatto - anche se stiamo parlando di generi completamente differenti e il voto non era poi così avaro - per Cabinet of Curiosities, l'esordio dell'olandese Jacco Gardner. Una suite di pop psichedelico di rara bellezza, composta ed eseguita in modo praticamente perfetto, con stile e personalità da vendere.
L'ultimo caso e poi chiudo, che ho abusato anche troppo della vostra pazienza, è quello di Floating Coffin', l'ultimo album (per ora, c'è da scommetterci) dei Thee Oh Sees: energico, rabbioso, folle e oltremodo divertente, è un disco da maestri, forse il loro miglior album. 


20. Ty Segall - The Sleeper (Drag City)

19. The Entrance Band - Face The Sun (Beyond Beyond Is Beyond)

18. Queens of the Stone Age - ...Like Clockwork (Matador)

17. Left Lane Cruiser - Rock Them Back To Hell (Alive)

16. Pere Ubu - Lady From Shangai (Fire)

15. Bazooka - Bazooka (Slovenly)

14. The Flaming Lips - The Terror (Bella Union/Warner Bros)

13. Night Beats - Sonic Bloom (Reverberaion Appreciation Society)

12. The Men - New Moon (Sacred Bones)

11. Fuzz - Fuzz (In The Red)

10. Jacco Gardner - Cabinet of Curiosities (Trouble In Mind)

9. The Black Angels - Indigo Meadow (Blue Horizon)

8. Blaak Heat Shujaa - The Edge of An Era (Tee Pee)

7. Hot Lunch - Hot Lunch (Who Can You Trust?/Tee Pee)

6. The Movements - Like Elephants 1 (Crusher)

5. Pop. 1280 - Imps of Perversion (Sacred Bones)

4. Giuda - Let's Do It Again (Damaged Good)

3. Thee Oh Sees - Floating Coffin' (Castle Face)

2. The Icarus Line - Slave Vows (Agitated)

1. The Ex & The Brass Unbound - Enormous Door (Ex)

mercoledì 15 gennaio 2014

The 50 best albums of 2013 > 50-21 / #classifiche #loudnotes

Eccoci di nuovo qua, giunti alla fine dei giochi, alla classifica più importante di tutte, quella dei migliori album dell'anno.
Qui, com'è ovvio che sia, scompare la distinzione italiani-stranieri che ha partorito la classifica precedente e tutto finisce sulla stessa graticola, pronto per essere grigliato e mangiato, magari accompagnato da un bel bicchiere di vino rosso. Salute!


50. Meat Puppets - Rat Farm (Megaforce)

49. Wooden Shijps - Back To Land (Thrill Jockey)

48. Uncle Acid & The Deadbeats - Mind Control (Rise Above) 

47. Pampers - Pampers (In The Red)

46. Eels - Wonderful, Glorious (Eworks/Vagrant)

45. Naam - Vow (Tee Pee)

44. Samsara Blues Experiment - Waiting For The Flood (Electric Magic)

43. Hookworms - Pearl Mystic (Gringo

42. CRTVTR - Here It Comes, Tramontane (To Lose La Track/Tenzenmen/DreaminGorilla/Under My Bed/Mia Cameretta/HYSM?/Human Feather/Buridda Distro/QSQDR) 

41. Mulatu Astatke - Sketches of Ethiopia (Jazz Village)

40. Throwing Muses - Purgatory/Paradise (The Friday Project)

39. The Thing - Boot! (The Thing)

38. Nero & The Doggs - Death Blues (RocketMan/White Zoo)

37. Woodwall - Woodempire (Red Sound)

36. Wildmen - Wildmen (Shit Music for Shit People)

35. Grant Hart - The Argument (Domino) 

34. Black Joe Lewis - Electric Slave (Vagrant) 

33. David Lynch - The Big Dream (Sacred Bones)



29. Oblivians - Desperation (In The Red)

28. Bad Sports - Bras (Dirtnap)

27. Dead Meadow - Warble Womb (Xemu)

26. Iceage - You're Nothing (Matador)

25. Cyanide Pills - Still Bored (Damaged Goods)

24. His Electro Blue Voice - Ruthless Sperm (Sub Pop)

23. Ceramic Dog - Your Turn (Northern Spy)

22. Future of the Left - How To Stop Your Brain In An Accident (Prescriptions)

21. Foxygen - We Are The 21st Century Ambassadors of Peace and Magic (Jagjaguwar)


and here's the top 20

The best italian albums of 2013 / #classifiche #louditaly

Quest'anno vi beccate pure il meglio della musica italiana, o del #louditaly per essere più precisi ed evitare fraintendimenti. 

È la prima volta, per Loud Notes, blog intimamente esterofilo. 
Niente di particolare, nessun rigurgito nazionalista (il nazionalismo è una religione che lascio volentieri agli imbecilli), è solo che quest'anno ne ho ascoltati veramente tanti, di album pubblicati da band italiote, e alcuni son rimasti così tanto tempo a ronzare nelle casse del mio stereo che, alla fine, ho deciso di render loro giustizia con questa classifica. 

C'è un'altra cosa, poi, che merita giustizia. 
Gli italiani, si sa, comprano dischi di merda! Quelli dei soliti noti, dai, non fatemi fare nomi che per nessuna ragione al mondo vorrei vedere scritti sulle pagine di questo blog! Anche quest'anno la classifica FIMI degli album più venduti nel belpaese è impietosa nei confronti delle band indipendenti, che raccolgono a malapena le briciole di un mercato discografico sull'orlo del collasso. 
Una quantità di vendite misere che fa il paio (lo spaio, piuttosto) con una qualità che - se si esclude il cantautorato indie da cameretta, che andrebbe debellato come la peste - va continuamente in crescendo: è un segno di ciò, io credo, che due etichette non propriamente sconosciute a chi bazzica il mondo del rock (la Damaged Good, da Londra e la Sub Pop, da Seattle - ecco, se non conoscete quest'ultima potete anche smettere di leggere ORA e tornare quando avrete fatto un bel ripassino...non sto scherzando, aria!) abbiano messo sotto contratto due band italiane, pubblicando due dischi davvero belli, che possono competere a mani basse con il rock'n'roll d'oltremanica e oltreoceano.

Ecco, vorrei con questa classifica, nel mio piccolo, rendere giustizia a tutte quelle band e a tutte quelle etichette che si fanno un culo così per suonare e produrre dell'insano rock'n'roll in questo paese di cantautori andati a male (perdonali Fabrizio, perché non sanno quello che fanno) e finti indipendenti con l'iphone nella fondina. Ecco, se la pensate come me, se pensate che questa gente meriti davvero un po' del vostro rispetto, potreste dar loro una mano acquistando un loro disco, o andandoli a vedere in concerto. Non male come idea, vero? Due sprizzini e un paio di app in meno ed ecco trovati i soldi per il dischetto, facile no? 

Honorable mentions:
Cesare Basile - Le ossa di Colapesce & Cesare Basile (Viceversa)
Santo Niente - Mare Tranquillitatis (Twelve Records)
Tre Tigri Contro Amelie Tritesse split 7" (autoprodotto)
The Bidons - Back To The Roost (Area Pirata)
Plutonium Baby - Welcome To The Weird World (Vida loca)
Big Mountain County - Big Mountain County 7" (La cantina del Rock)
Elli de Mon - Leave This Town 7" (autoprodotto)
The Mighties - Misty Lame vol. 2 EP (autoprodotto)
L'intero catalogo - in formato cassetta - di My Own Private Records (vedere classifica EP e singoli) e quello - in formato vinilico - di Bubca Records e Goodbye Boozy Records. Poi, ovviamente, l'immancabile Area Pirata, Outside Inside, Appropolipo, Go Down, Brigadisco, Tannen, Wild Honey, Lepers Production, Overdrive, etc. etc.
Altre etichette da seguire con estrema attenzione sono citate in classifica, check them out!

10. Massimo Volume - Aspettando i barbari (La Tempesta)

9. Edible Woman - Nation (Santeria-Audioglobe/Wild Love Records)


7. Evolution So Far - Selvaggio (Bloody Sound Fucktory/DIY Conspiracy/Que Suerte!/Mescaleros Crew/Fallo Dischi/QSQDR/Plan 8)

6. CRTVTR - Here It Comes, Tramontane (To Lose La Track/Tenzenmen/DreaminGorilla/Under My Bed/Mia Cameretta/HYSM?/Human Feather/Buridda Distro/QSQDR)

5. Woodwall - Woodempire (Red Sound)

4. Nero & The Doggs - Death Blues (RocketMan/White Zoo)

3. Wildmen - Wildmen (Shit Music for Shit People)

2. His Electro Blue Voice - Ruthless Sperm (Sub Pop)

1. Giuda - Let's Do It Again (Damaged Goods)


martedì 14 gennaio 2014

The 20 best debut LPs of 2013 / #classifiche #loudnotes

C'è veramente poco da dire su questa classifica. 

Sono i migliori esordi su formato lungo del 2013; che per giustizia, dovrebbero essere accompagnati da un bel glorioso e sentito fanculo a tutte le reunion di ieri, oggi e domani. Che ci sta tutto.

Così come ci sta tutta una piccola annotazione: è stato un anno pieno di esordi fantastici, come potete vedere dall'elenco qua sotto (emendabile come sempre, se vi fa piacere); lo era stato anche l'anno scorso, con gli splendidi dischi di Metz e Goat, tanto per dirne due. Ecco. Ma non è che niente niente, zitti zitti, stiamo vivendo, o stiamo per vivere, uno di quei periodi nei quali il rock'n'roll finisce per esplodere e far deflagrare tutto?
O forse, molto più probabile, son solo utopie (belle le utopie però, se solo ci unissimo e provassimo a farle camminare...). Vabbè, vedremo. Noi però, nel dubbio, un ascoltatina bella attenta a questi dischi gliela diamo lo stesso, no?

20. Blank Range - Phase II (Sturdy Girls)

19. The Living Eyes - The Living Eyes (Anti Fade)

18. Radioactivity - Radioactivity (Dirtnap)

17. Chelsea Light Moving - Chelsea Light Moving (Matador)

16. Early Mammal - Horror At Pleasure (Devouter)

15. Milk Music - Cruise Your Illusion (Fat Possum) 

14. Roomrunner - Ideal Cities (Fan Death)



11. Pampers - Pampers (In The Red)

10. CRTVTR - Here It Comes, Tramontane (To Lose La Track/Tenzenmen/DreaminGorilla/Under My Bed/Mia Cameretta/HYSM?/Human Feather/Buridda Distro/QSQDR)

9. Woodwall - Woodempire (Red Sound)

8. Hookworms - Pearl Mystic (Gringo)

7. Wildmen - Wildmen (Shit Music for Shit People)


5. His Electro Blue Voice - Ruthless Sperm (Sub Pop)

4. Bazooka - Bazooka (Slovenly)

3. Fuzz - Fuzz (In The Red)


1. Hot Lunch - Hot Lunch (Who Can You Trust?/Tee Pee)

The 10 best live albums of 2013 / #classifiche #loudnotes

Questa classifica è nata un po' per caso, in una notte di deliri di fine novembre. 
Direi, senza girarci troppo intorno, che la colpa di tutto ciò è della band che troverete al numero 1, che quest'anno ha sfornato un disco live talmente bello che mi è capitato di pensare a quando, qualche decennio addietro, l'album live era considerato un passo importante (e difficile) nella carriera di un artista. Quando (anche in conseguenza di questa riconosciuta importanza, credo io) capitava di ascoltare live così belli da far accapponare la pelle, album che, in alcuni casi, superavano persino il valore di quelli incisi in studio (penso al Live At Leeds degli Who, per esempio, o a Made In Japan dei Deep Purple, o ancora a It's Alive dei fratellini Ramones, a Live/Dead dei Grateful Dead, e potremmo continuare un bel po' ma fermiamoci qui, ci siam capiti).

Insomma, mi è capitato di pensare a quegli anni e mi è venuta voglia di indagare l'oggi, di capire a che punto è e dove va la musica live "incisa", quanto abbia ancora senso il suddetto passo dell'album live per una band degli anni 10 e se tra gli album live pubblicati oggi ce ne siano ancora di così importanti, di così ben fatti, di così emozionanti.

Sono solo al principio di questa piccola indagine, che continuerò durante il 2014 con recensioni e segnalazioni, quindi non ho ancora delle risposte precise (anche se qualche idea me la son già fatta). Ho solo una lista, per ora, una classifichina dei 10 album live usciti nel 2013 che valeva la pena consumare. Ascoltateli, se non lo avete ancora fatto, e fatemi sapere che ne pensate. E aggiungetene pure altri, se ne avete da aggiungere o pensate che mi sia dimenticato qualcosa di davvero importante.

10. Nick Cave & The Bad Seeds - Live from KCRW (Bad Seed)

9. The Raconteurs - Live at the Ryman Auditorium (Third Man)

8. High on Fire - Spitting Fire (Century Media) 

7. George Thorogood - Live at Montreaux 2013 (Universal)

6. Goat - Live at Ballroom Ritual (Rocket)

5. White Fence - Live in San Francisco EP (Castle Face)

4. Neil Young - Live at the Cellar Door (Reprise)

3. Fuzz - Live in San Francisco EP (Castle Face)

2. The Gories - The Shaw Tapes: Live in Detroit 27/5/1988 (Third Man)

1. Swans - Not Here/Not Now (Young God)

lunedì 13 gennaio 2014

The 20 best EPs and singles of 2013 / #classifiche #loudnotes

Quest'anno vorrei essere di poche parole. Le introduzioni lunghe mi hanno sempre spaccato le palle.
Solo qualche avvertenza, per coloro che avessero la fortuna o la sfortuna di surfare queste pagine per la prima volta. 

Loud Notes è - e questo appare subito evidente al lettore che voglia provare a confrontare i contenuti di questo blog con quelli delle webzine che contano - un contenitore di musica uncool. Un jukebox di musica rumorosa, sporca e anfetaminica, infame, perdente e poco incline al compromesso, lisergica e lasciva, folle e bastardadentro, una musica che nessuna coppia dotata di buon senso e perbenismo borghese farebbe mai ascoltare ai propri figlioli. Una musica che, se il mondo fosse un posto più giusto, i figlioli dovrebbero sputare in faccia ai propri genitori.

Così è Loud Notes e così sono, giocoforza, le sue classifiche.
Classifiche sporche, che trasudano rock'n'roll, se capite cosa intendo.
Non date loro troppa importanza, non vi daranno nulla in cambio.

Consultatele a vostro gusto e (dis)piacere, bestemmiatele; poi, come se fossero degli appunti (rumorosi, ca va sans dire) annotati su un fogliaccio, scarabocchiatele, stropicciatele e perché no, bruciatele se pensate che a questo valgano.
Bè, eccole...

Best albums (50), suddivisa in due post, 50-21 e 20-1
Best EPs and singles (20)
Best live albums (10) - novità!
Best debut LP (10) - novità!
Best #louditaly (10) - novità!
Best covers - niente, nisba, quest'anno m'è mancato il tempo

Pronti!

20. Action Swingers - Miserable Life/Losing My Cool (Total Punk)

19. Ttotals - Spectrums of Light (Twin Lakes)

18. Ex-Cult - Mister Fantasy/Through The Blinds (Goner)

17. Missing Monuments - Blast! EP (Slovenly)

16. Red Hex - Shoulda Known EP (Negative Fun)

15. Big Mountain County - Big Mountain County (La cantina del rock)

14. Ancient Slang - Fake Future (Gloryhole)

13. The Flaming Lips - Peace Sword EP (Warner Bros)

12. Shark Week - Santurce (Analog Edition)

11. The Living Eyes - Eat It Up/Mass Assumption (Goodbye Boozy)

10. Fuzz - Sunderberry Dream/21st Century Schizoid Man (In The Red)

9. Jensen Serf Company - Electric Sister (Daddy Kool)

8. Goat - Stonegoat/Dreambuilding (Rocket/Sub Pop)

7. Uncle Acid - Poison Apple/Under The Spell (Rise Above)

6. Second H. Sam - The Girl, The Rabbit and The Crow EP (MyOwnPrivateRecords)

5. The Entrance Band - Dans La Tempete EP (Spiritual Pajamas)

4. Zig Zags - Scavenger/Monster Wizard (Who Can You Trust?)

3. Radio Moscow - Rancho Tehama Airport/Sweet Lil Thing (Volcom)

2. Fuzz - Sleigh Ride/You Won't See Me (In The Red)

1. The Intellectuals - Blood Party EP (MyOwnPrivateRecords)

domenica 12 gennaio 2014

Le grandiose scoperte della domenica notte: Shark Week / #cassettine

Mentre stavo finendo di compilare la classifica di EP e singoli del 2013 (che uscirà domattina, seguita nei giorni successivi da quelle degli album live, dei migliori LP d'esordio, delle migliori uscite #louditaly e, infine, dei migliori 50 album) mi sono imbattuto in questo quartetto di Washington DC che suona un buon rock'n'roll con le radici ben piantate nella tradizione americana (blues e surf, principalmente, con un pizzico di spaghetti western). 

Una musica da viaggio, sostanzialmente, o da notte insonne passata a leggere un buon libro, bere whiskey e fumare "sigarettine aromatiche", che riesce a bucare le casse grazie ad un songwriting deciso, ad una bella voce da crooner navigato, e ad un'esecuzione precisa, dura, sporca e rabbiosache fa indietreggiare.

Gli Shark Week hanno all'attivo un'EP omonimo autoprodotto uscito nel 2012 e un bel singoletto - Santurce, registrato durante un week-end di Gennaio a Porto Rico: si sente! - uscito l'estate scorsa per la Analog Edition Records, che pronto mi sono affrettato a infilare nella classifichina che leggerete domattina (la cassettina li contiene entrambi). Due uscite meritevoli di attenzione ed ascolti ripetuti, mentre attendiamo con la dovuta ansia il debutto su LP.

Detto tutto, non mi resta che tacere, non ci resta che ascoltare. Notte!

[stasera, per qualche motivo che non riesco a comprendere, non riesco a embeddare la cassettina, quindi ve la linko]

sabato 11 gennaio 2014

Night Beats - "Puppet On A String" live in London / #songs #streaming

Ritorno così, in punta di piedi, quasi in silenzio, per farvi ascoltare questo brano che ho trovato stamani in rete.

Loro sono i Night Beats e dovrebbero essere non dico arcinoti ma perlomeno giunti alle orecchie di chi legge queste pagine. 

Promemoria: trio di Seattle attivo dal 2009 e autore di un garage rock psichedelico da epopea Nuggets, ha esordito sotto le ali protettrici della sforna-talenti Trouble In Mind dando alle stampe, tra il 2010 e il 2011, un EP (H-Bomb), uno split con gli UFO Club e l'omonimo LP d'esordio. Un trittico niente male, che vi conviene recuperare. 

Una sporadica apparizione su Volcom per uno split con i TRMRS, e l'anno scorso (il 2013) ci hanno concesso il bis con il fantastico Sonic Bloom, pubblicato dalla (mitica) etichetta dell'Austin Psych Fest, la Reverberation Appreciation Society (di questo album, così come dell'esordio, ne è stata pubblicata anche una versione in cassetta, made in Burger Records). Una bomba, uno degli album più belli del 2013, un caleidoscopio di colori lisergici e delicatezze (quasi) soul temprate da ferocia acid rock e scorrettezze garage.

Questa qua sotto è Puppet On A String, l'opening track del disco d'esordio, suonata loud and rowdy ad un concerto a Londra nonsisabenequando. Pura sporcizia garage-psych nella sua forma più splendente. Fatevici male!