lunedì 2 dicembre 2013

Mind Spiders - Inhumanistic (Dirtnap, 2013) / #review

Poco tempo fa, sul faccialibro, avevo detto che Inhumanistic, terzo lavoro in tre anni per i Mind Spiders (prima di lui l'omonimo esordio del 2011 e Meltdown del 2012, entrambi, tutti rigorosamente su Dirtnap), mi aveva lasciato un po' interdetto. Ora, dopo quasi due mesi di ascolti, l'interdizione è lì che brucia (e per fortuna non brucia solo me...). Ma, ovviamente, c'è dell'altro, ed è per questo che ne scrivo.

Per andare dritto al sodo l'album è stato rovinato (in gran parte) dai synth. I synth, già. Che c'erano anche prima e nessuno s'era mai lamentato, è vero, ma quando è troppo è troppo, giusto? Giusto. 
Non bestemmiate forse tutti i santi del paradiso quando vi avvicinate a quella cazzo di cassetta di splendide mele golden e vi accoglie una nuvola di moscerini? Bè, ecco, questo è quello che vi succederà approcciandovi a Inhumanistic. Sbatterete la testa contro una fastidiosa nuvola di synth, intenta a seppellire il vostro amato rock'n'roll. Li sentirete, arroganti e invadenti e messi un po' a cazzo di cane, rovinare due pezzoni power-pop come Pictures e The Steady (e sarà difficile farvene una ragione); o, ancora, li vedrete infestare l'aere nelle mediocri e stanche (e qui viene fuori il secondo problema, la stanchezza) I Want You e Oblivion.

A questo punto state ansimando, tralancate, mi fate segno di fermare questo strazio e chiedete: ma quindi 'ste cazzo di mele son tutte da buttare? Neanche per idea, dico io. Il tratto melodico della penna di Mark Ryan è ancora forte e incisivo e ci sono pezzi che si appiccicano ai neuroni che è una bellezza. Suicide, il cui titolo non pare messo lì a caso, è un synth-pop dal vezzo punk che vi diventa un classico sotto gli occhi e neanche ve ne accorgete. Make Make Make Make, ramonesiana fino al midollo eppure profondamente "spideriana" e They Lie, che vede Mark impegnato in un lavoro chiarristico impagabile, sono il manifesto rock'n'roll (e che rock'n'roll) di Inhumanistic e due pezzi che difficilmente si dimenticano. In City Stuff emerge forte l'oscura anima wave dei Mind Spiders ed esplode in un ballatone psichedelico magistrale (insieme a They Lie, le mele più buone della cassetta). Poi, non da ultimo, se riuscite a spogliare The Steady e Pictures di quegli orribili orpelli sintetici, ne avrete di che gioire. 

Vi basta? CI basta? Direi di sì, abbiamo buttato via qualche mela ma ne abbiamo mangiate di ottime, non credete? Magari, la prossima volta chiederemo a Mark di farsi produrre da uno bravo, siete d'accordo?

Best tracks: Suicide, They Lie, City Stuff, Electric Things, Pictures, Make Make Make Make
    


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