martedì 24 dicembre 2013

Jazz&Heavy: La fantastica cassettina di natale / #cassettine

E alla fine è arrivato anche il natale, cazzo di buddha! E che facciamo, ci lasciamo così, senza la cassettina? Non credo proprio! Di cose buone da ascoltare, ne sono uscite fuori un bel po' ultimanente e di gustose tracks da recuperare e riascoltare ce ne sono altrettante - quindi la cassettina di natale è d'obbligo, ve la beccate senza neanche fiatare!

Ah, dimenticavo: non vi aspettate canzoni natalizie, di nessun genere (il disco natalizio dei Bad Religion, per dire, ascoltatevelo voi se siete tanto coraggiosi, che a me queste cose fanno cagare la bile), ma solo del buon lercissimo rock'n'roll. 

Una precisazione è d'obbligo: la fantastica cassettina di natale che vi apprestate ad ascoltare è uscita fuori, per puro caso, seguendo il corso dei miei ascolti di fine anno, come una sorta di best of heavy-psych, stoner e free jazz del 2013. Una roba pesantissima, che ci sta tutta in questo periodo e che spero gradirete.

A presto gente, ingozzatevi di spumante mi raccomando! Bonaaaaaa

venerdì 20 dicembre 2013

Henry Rollins Stereo Blues / #loudnotes

Stamani vorrei lasciare la parola ad Henry Rollins, iniziare la giornata di Loud Notes con il Rollins pensiero, espresso alla solita maniera diretta e senza fronzoli, brandito come una simpaticissima e affilatissima accetta davanti al suo intervistatore, Mike Ayers di Rolling Stone.

Perché sì, insomma dai, quanno ce vo' ce vo'.

Potete leggere l'intervista completa, nella quale Henry parla anche del nuovo disco di David Bowie e delle due reunion dei Black Flag, sul sito di Rolling Stone, o accontentarvi della traduzione dei suoi momenti fondamentali fatta per voi da Rockol.

- Did you follow any of the bigger things, like Daft Punk or "Blurred Lines"?
- I've never heard Daft Punk; I've never heard a track of theirs in my life. They're the two guys with motorcycle helmets on?

- Yeah, they dress up like robots.
- You know what, you will take this any way you will. That to me is like Rolling Stone music. It's the shit that's in your magazine. And it's like, that world. . . I'm so glad that you all have found your people, but that world is so alienating to me. Anything that gets on the Grammys or the American Music Awards. . . like, was Miley Cyrus on the cover of your magazine?

- She was.
- Yeah, see, I like real music. John Coltrane's my favorite musician, what am I doing reading Rolling Stone? You know what I mean?

- You don't give a shit about her.
- Well, I don't. She's part of that bigger world of music I was just talking about. All of it to me is like, long may it wave, I don't have anything against anyone doing their thing, but it's just not for me. And Robin Thicke, is that the guy? I have no idea what he sounds like. I've never heard Kelly Clarkson, I just, I live in a different musical world.

 
Ecco. 

Ora, qualsiasi cosa stiate facendo, lasciate perdere tutto per un quarticello e alzate il volume! Merita!

giovedì 19 dicembre 2013

TV Ghost - Disconnect (In The Red, 2013) / #review

Qualche sera fa m'è capitato tra le mani questo Disconnect. Sulle prime, non avevo capito di che si trattasse, o chi diavolo mi stessi prestando ad ascoltare. Poi parte la musica e... Ma certo! I TV Ghost crrristaccio (sì, lo so, c'era scritto sulla cartella, ma ero distratto), quei TV Ghost!

Una carriera in perenne mutamento (anche di line-up), quella del quartetto di Lafayette, iniziata gracchiando e sputacchiando diluvi di watt con un grezzo e rumoroso post-punk (Cold Fish, 2009), proseguita con un tuffo a testa in giù, troppo carpiato, troppo evidente, nelle atmosfere del post-punk inglese (Mass Dream, 2011) e approdata, infine, alle dilatazioni dark-shoegaze di questo nuovo lavoro. 
Un album, Disconnect, che regala magie e momenti di noia bruta (e brutta). Che fa intravedere un buon lavoro di scrittura e nuove strade, ma anche momenti bui e vicoli senza uscita. 

Le cose buone? Il ruvido post-punk noise di Five Colors Blind e il palpitante dark-psych di Veils; i Joy Division affogati in un metro di melma shoegaze di Elevator (davvero bello il riff), il robusto rock psichedelico di A Maze of Death, tra Black Angels e Joy Division (ancora? eh bè...) e la ballatona psych di Siren, in chiusura del disco. Il resto del disco, spiace dirlo, è a bello noioso. Lento, oscuro e senza verve, come ogni buon disco di merda che si rispetti. Come se non bastasse, poi, la produzione ha reso il tutto troppo pulito e poco graffiante, rubando energia e vitalità alle canzoni.
Ordunque: bella prova o mezza tacca? Bè, dipende da come volete vedere il bicchiere. Io, dal canto mio, sospendo un poco il giudizio e aspetto il quarto album, sperando che riescano a riempirmelo di quel buon vino che, pur se a sputacchi, c'han fatto assaggiare. 

Best tracks: 'un s'è capito? 



links: 

lunedì 16 dicembre 2013

Woodwall - Woodempire (Red Sound, 2013) / #review

All'incrocio perfetto tra doom, stoner, psichedelia e tentazioni post(metal), troviamo i neonati Woodwall, quartetto di Massa Carrara che ha recentemente pubblicato il bellissimo disco che potete ascoltare qua sotto. Date retta a un cretino: staccate quella puntina che gira annoiata sui solchi di Whales and Leeches, mettete su il cd di WoodEmpire, alzate il volume al massimo e precipitate orecchie e cervello in questa enorme esperienza sonica che vive in un risicato ma prospero lembo di terra tra Sleep, High On Fire, Hawkwind e Isis. 

Quando avrete penetrato il mood del disco e avrete fatto esperienza del rifferama doom/stoner, delle aggressive parti vocali (registrate, magistralmente, qualche tacca sotto il resto), delle dilatazioni soniche - sempre opportunamente controllate - indotte dal moog, delle turgide galoppate stoner e delle sapienti ritmiche progressive, farete fatica a voltarvi indietro.
Ottimo esordio, per una band che merita tanta matanta attenzione.

Best tracks:  WoodEmpire, King Stuste, Holocene/Cambrian


links:
woodwall
red sound records

mercoledì 11 dicembre 2013

Le grandiose scoperte del mercoledì mattina: Baxter Stockman / #cassettine

In attesa di avere tra le mani ed ascoltare il nuovo album degli Shellac (che ovviamente uscirà quando cazzo pare meglio a loro e noi lo sapremo solo quando ci si parerà davanti), inganno il tempo e mi consumo i padiglioni auricolari con questi pazzi scatenati finlandesi, i Baxter Stockman, che ho scoperto stamattina su youtube, per caso, dopo aver ascoltato per intero il nuovo album degli Aqua Nebula Oscillator (che insomma, bello ma...).
Loro - trattasi di un power trio con i controcazzi - sono in giro dal 2006, ma Punter è il loro primo full-length (prima di questo un EP e tre singoli), uscito lo scorso marzo per le etichette Kult of Nihilow e Ektro records.
Sembra che dalle nostre parti, questo dischetto non se lo sia cacato proprio nessuno. E non è neanche semplice rimediarlo aggratis, per dire, così giusto per dargli un ascoltatina. Un vero peccato, perché a giudicare  da quel poco che i Baxter hanno voluto condividere con il mondo Punter sembra poco meno che una bomba, un frullato di noise e rock matematico da uscir pazzi!
Gironzolando qua e là sul web come un bambino curioso sono comunque riuscito a metter da parte qualche pezzo e c'ho fatto 'sta mini-cassettina qua (alla cui tracklist potete tranquillamente aggiungere questa Non-Smoker): ce la ascoltiamo?

lunedì 2 dicembre 2013

Mind Spiders - Inhumanistic (Dirtnap, 2013) / #review

Poco tempo fa, sul faccialibro, avevo detto che Inhumanistic, terzo lavoro in tre anni per i Mind Spiders (prima di lui l'omonimo esordio del 2011 e Meltdown del 2012, entrambi, tutti rigorosamente su Dirtnap), mi aveva lasciato un po' interdetto. Ora, dopo quasi due mesi di ascolti, l'interdizione è lì che brucia (e per fortuna non brucia solo me...). Ma, ovviamente, c'è dell'altro, ed è per questo che ne scrivo.

Per andare dritto al sodo l'album è stato rovinato (in gran parte) dai synth. I synth, già. Che c'erano anche prima e nessuno s'era mai lamentato, è vero, ma quando è troppo è troppo, giusto? Giusto. 
Non bestemmiate forse tutti i santi del paradiso quando vi avvicinate a quella cazzo di cassetta di splendide mele golden e vi accoglie una nuvola di moscerini? Bè, ecco, questo è quello che vi succederà approcciandovi a Inhumanistic. Sbatterete la testa contro una fastidiosa nuvola di synth, intenta a seppellire il vostro amato rock'n'roll. Li sentirete, arroganti e invadenti e messi un po' a cazzo di cane, rovinare due pezzoni power-pop come Pictures e The Steady (e sarà difficile farvene una ragione); o, ancora, li vedrete infestare l'aere nelle mediocri e stanche (e qui viene fuori il secondo problema, la stanchezza) I Want You e Oblivion.

A questo punto state ansimando, tralancate, mi fate segno di fermare questo strazio e chiedete: ma quindi 'ste cazzo di mele son tutte da buttare? Neanche per idea, dico io. Il tratto melodico della penna di Mark Ryan è ancora forte e incisivo e ci sono pezzi che si appiccicano ai neuroni che è una bellezza. Suicide, il cui titolo non pare messo lì a caso, è un synth-pop dal vezzo punk che vi diventa un classico sotto gli occhi e neanche ve ne accorgete. Make Make Make Make, ramonesiana fino al midollo eppure profondamente "spideriana" e They Lie, che vede Mark impegnato in un lavoro chiarristico impagabile, sono il manifesto rock'n'roll (e che rock'n'roll) di Inhumanistic e due pezzi che difficilmente si dimenticano. In City Stuff emerge forte l'oscura anima wave dei Mind Spiders ed esplode in un ballatone psichedelico magistrale (insieme a They Lie, le mele più buone della cassetta). Poi, non da ultimo, se riuscite a spogliare The Steady e Pictures di quegli orribili orpelli sintetici, ne avrete di che gioire. 

Vi basta? CI basta? Direi di sì, abbiamo buttato via qualche mela ma ne abbiamo mangiate di ottime, non credete? Magari, la prossima volta chiederemo a Mark di farsi produrre da uno bravo, siete d'accordo?

Best tracks: Suicide, They Lie, City Stuff, Electric Things, Pictures, Make Make Make Make
    


links:
mind spiders
dirtnap records