lunedì 28 ottobre 2013

Dead Meadow - Warble Womb (Xemu, 2013) / #review

Ce li avete 75 minuti di tempo? Intendo 75 minuti che non avete un cazzo da fare. Abbandonate il computer, i libri, il lavoro, e fermatevi ad ascoltare 'sto disco qua. Inoltratevi negli anfratti più bui e rumorosi di quei riff carichi di fuzz e di quell'atmosfera sognante e rilassata da estate dell'amore (sì, ok, una canna ci sta tutta).

Perdetevi per 75 minuti e fatevi trasportare dal wah e dai riverberi, dalla voce suadente, dal basso incredibilmente pulsante (che dal vivo fa la differenza, macinando riff come fosse una seconda chitarra, NdR), e da un drumming caldo e preciso che sa di jazz.

La notizia principale che accompagna l'uscita di Warble Womb è il ritorno di Mark Laughlin, batterista e membro fondatore della band (era il lontano 1998, e fu quel genio di Joe Lally a dar credito alla band, facendoli pubblicare per la sua Tolotta Records). L'altra notizia, anch'essa fondamentale, è che i Dead Meadow hanno pubblicato il loro miglior disco, o quasi.
Warble Womb riporta alla mente i fasti di Shivering King And Others, affascinando ed ammaliando l'ascoltatore con una bella collezione di ballate fuzzose e sognanti (e un pezzo dub, Copper Is Restless) a metà strada tra Neil Young, gli Spiritualized, gli Arbouretum e Jimi Hendrix, con il suono spesso e sporchissimo della immensa chitarra di Simon (senza dubbio uno dei migliori chitarristi in circolazione), sovente persa in lunghi assoli mozzafiato, a far da ciliegina sulla torta. Non sarà l'album dell'anno, per carità, ma un album da non perdere sicuramente sì.

Best tracks: 1000 Dreams, I'm Cured, Yesterday's Blowing Back, One More Toll Taker, All Torn Up, Copper is Restless

 
links:
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dead meadow - facebook
xemu records

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