lunedì 25 marzo 2013

Miss Chain & The Broken Heels - The Dawn (Tre Accordi, 2013)

Tornano in pista i Miss Chain & The Broken Heels, una delle migliori rivelazioni del power pop italiano degli ultimi anni. E lo fanno marchiando a fuoco il proprio sound con la tradizione country e rhythm'n'blues, declinate con la solita spiccata sensibilità pop di provenienza 60s (Beatles e Monkees su tutti). Ma questa volta, complice forse la produzione e il tempo di maturazione dei pezzi (ci sono voluti tre anni per dare vita a questo secondo LP), il sound di Miss Catena e i Tacchi Rotti esce fuori più pulito e classico, diabetico come un'overdose di zucchero.

The Dawn è un'elegante suite pop rock in trip americana, impregnata delle melodie agrodolci e autunnali magistralmente disegnate dalla bella voce di Astrid e da una band che, certamente, sa eseguire alla perfezione il compito di fornire la cornice a questo quadro bucolico. Quello che manca, a onor del vero, è un po' di ruvidità, la semplicità rabbiosa di uno scatto di reni capace di tirar fuori pezzi che buchino le casse ed entrino in sintonia con il condotto uditivo.
Non è un "nulla di fatto" assoluto, non fraintendete. Il power pop impreziosito dall'organo di The Dawn Is me, i country'n'roll di Calcutta e Quack, il dark pop di There's A Ghost, la riverberante It's Gone e il frizzante power pop di Little Boy stanno lì a ricordarci che la classe non si compra a un fottuto centro commerciale come un fottuto iPhone unnumeroacasofinoacinque. Il menù, però, è arricchito da abbondanti portate di brani carini, gentili e scontati (Don't Look Back, Tell Me Why, Let Us Shine, etcetera ad libitum...) che stuzzicano l'appetito alla stessa maniera di uno stufato di pancetta e banane.

The Dawn è, in fin dei conti, un album per inguaribili hippie con l'albero genealogico affollato da fantasmi southern e merseybeat. Con qualche sputo di classe sopraffina e qualche schizzo di manierismo.

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