giovedì 28 febbraio 2013

Black Rebel Motorcycle Club - Let The Day Begin EP / #download #songs #streaming

In attesa dell'uscita del nuovo album, Specter At The Feast, prevista per il 18 marzo prossimo, i Black Rebel Motorcycle Club hanno deciso di regalarci un EP. S'intitola Let The Day Begin e contiene la versione di studio e una versione live dell'omonima canzone più una nuova traccia dell'album di prossima uscita, la bella Returning (qua sotto).
Potete ascoltarlo in streaming nel bellissimo player che troverete sul sito ufficiale della band o scaricarlo direttamente allo stesso indirizzo. Cioè qui. Buon ascolto!

mercoledì 20 febbraio 2013

Sakee Sed - Boccaleone / #videoclip

La migliore band italiana di alternative rock. Uno dei rari casi in cui riesco a digerire il cantato in italiano. E non solo lo digerisco, ma mi sazia pure. I Sakee Sed, autori del bellissimo album A Piedi Nubi, uscito poco meno di un anno fa, e della bellissima cover di I Heard It Through The Grapevine dei Creedence Clearwater Revival insieme ai compagni di scuderia Le Capre A Sonagli, tornano su Loud Notes ancora una volta. L'occasione è l'uscita, in una data ancora non precisata del prossimo marzo, di un nuovo fiammante EP targato Appropolipo Records. E, ora, di un bel videoclip: quello di Brancaleone, il primo singolo estratto dal nuovo EP.
E ci risiamo. Un altro pezzo davvero bello, che ci riporta alla mente i momenti migliori di A Piedi Nubi, con quel Rhodes in sovrimpressione, quell'anima blues, le chitarre ruggenti e quella voce effettata a creare una piacevole atmosfera psichedelica. Bene così! Datecene ancora e ancora di cose così!



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sakee sed - facebook
sakee sed - bandcamp
appropolipo records

martedì 19 febbraio 2013

Johnny Marr - The Messenger (New Voodoo, 2013) / #review + full album #streaming

Lo stavo attendendo al varco da qualche mese, e ora finalmente eccolo qui. È The Messenger, l'esordio solista di Johnny Marr, indimenticato grandissimo chitarrista degli Smiths, dei Modest Mouse, dei The The e, recentemente, dei Cribs
E a giudicare dal risultato direi che è valsa la pena attendere: perché The Messenger è una chicca indie pop dai contorni wave di quelle da brividi lungo la schiena: melodie che sembrano venire da un'altra epoca (quella new wave, per l'appunto) cantate da una voce bellissima fanno da contrappunto a meravigliosi fraseggi chitarristici ora epici e melanconici (European Me, The Messenger), ora più aggressivi e ruvidi (Generate, Generate ma, soprattutto Sun & Moon), e insieme creano un'album affascinante che sembra non conoscere sbavature.
Certo, non è mica un disco degli Smiths, ma il suo perché sa gridarlo bene.
Uscirà il prossimo 25 febbraio, ma è già possibile ascoltarselo in streaming qui. Che dire di più: godetevelo!

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lunedì 18 febbraio 2013

Atoms For Peace - AMOK / #streaming

Finalmente possiamo ascoltarci in streaming il tanto atteso album degli Atoms For Peace. Che per quei due o tre che ancora non ne sapessero nulla è il nuovo progetto di Thom Yorke con il fidato produttore Nigel Godrich, Flea, Joey Waronker e Mauro Refosco. L'album uscira il prossimo 25 febbraio.
E magari andatevi anche a fare un giro sul sito ufficiale http://amok.atomsforpeace.info/ per gustarvi la grafica: ogni sito che linka e include il player dell'album viene aggiunto al visualizzatore, che si muove in maniera random durante l'ascolto...

Unknown Mortal Orchestra - II (Jagjaguwar, 2013)

After Foxygen's We Are The 21st Century Ambassadors of Peace and Magic, here we are with another psychedelic pop kinda masterpiece released by Jagjaguwar in 2013. I'm talking about the second album of the Portland power trio Unknown Mortal Orchestra, guided by the composer Ruban Nielson.
II is a friendly psychedelic suite that encompasses a wide spectrum of influences: first and above all, a 60s psychedelic pop with a mersey beat blood flowing in the veins; then, if you listen to it carefully, you can hear a lot of funk, soul and blues scraps, mixed all together through a great and original songwriting which manages to create simple pop songs that easily stick in the neurons (me I'm trapped with From The Sun since yesterday night).
Maybe I'm exaggerating, and this one would be certainly considered by many as nothing more than another album of psychedelic pop revival; but I really do think these guys have talent and they can deliver us a lot of great music in the next years. Stay tuned!

Best tracks: From The Sun, Swimp and Sleep (Like A Shark), One At A Time, No Need For A Leader, Faded In The Morning, Secret Xtians



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unknown mortal orchestra
jagjaguwar

domenica 17 febbraio 2013

Death By Pleasure - Waited, Wasted EP (Mashhh, 2012)

Un concentrato di energia grezza e bellicosa. Ecco cos'è questo terza prova degli italianissimi (che in questi casi un po' di orgoglio ci vuole!) Death By Pleasure, profeti di un garage punk & shoegaze solidissimo, quadrato, rumoroso e splendidamente rabbioso. Una roba che riesce a suscitare le stesse sensazioni de - per citare un'uscita vicina nel tempo - l'esordio dei Metz su Sub Pop. Una ventata d'aria fresca in una torrida giornata estiva. Un rock declinato in modo passionale e rabbioso, in grado di restituire una piacevole sensazione di ansia e pericolo imminente, quello stesso feeling che erutta dagli album rock'n'roll più riusciti e influenti di tutti i tempi: una cosa che c'eravamo dimenticati, in questi anni di infiniti revivals e noiosissimo indie rock, ma che sembra stia tornando con sempre maggior convinzione.

E allora fatevi rapire da questa felice compilation di garage punk infuocato, shoegaze con il pepe al culo e sfrontatissimo grunge pre-Nirvana. Ve li ricordate i primi Mudhoney, che bellezza? Mischiateli a un po' di shoegaze di scuola Jesus & Mary Chain o, ancora meglio, Spacemen 3, spruzzateli di garage punk, fuoco, perversione, bassa fedeltà e rumore e avrete questo risultato qua. Che vi apparirà, nonostante tutte le influenze, fresco, nuovo e rivoluzionario!
Ed è veramente inutile cercare di citare una traccia piuttosto che un'altra, perché è l'intero parco canzoni a svettare e bucare le casse in modo dirompente e prepotente. Allora non avete altro da fare che ascoltarvelo d'un fiato e farvi bruciare le budella da quei riff alla carta vetrata e da quella voce che vomita rabbia come fossero bruscolini. Roba tosta, di cui non potrete più fare a meno! 

 
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sabato 2 febbraio 2013

Ulver - Childhood's End (Kscope, 2012)

Capita anche che un album fatto di sole cover (esempio storico fu, per il sottoscritto, Acid Eaters dei fratellini Ramones) ti riconcili con la musica, o che semplicemente riesca a riportarti alla mente e al cuore le note di pezzi che hai sempre amato, distorcendole in modo inaspettatamente piacevole ed eccitante. Questo è un po' l'effetto che mi ha fatto Childhood's End, ultimo album degli (ex?) black metallers norvegesi Ulver. Un disco omaggio alla psichedelia rock dei 60s-70s consegnatoci da una delle band più eclettiche e imprevedibili del panorama metal contemporaneo. Un capolavoro dal quale traspare un sincero amore per le sonorità che hanno caratterizzato "la prima era psichedelica", che sono state interiorizzate per essere poi risputate in un modo estremamente personale senza tuttavia cedere mai alla tentazione di stravolgerne il senso originario.

Prendete Brachelets of Fingers, scritta e pubblicata per la prima volta dai Pretty Things in quella che è da considerarsi come una delle opere rock più belle di sempre, S.F. Sorrow (1968). Posta in apertura al disco, ci restituisce un po' il senso di questa operazione di coveraggio. Che si dimena lungo 14 traccie riportando alla luce canzoni imperdibili e chicche semisconosciute, donando loro una nuova vita sotto le ali protettive del black metal e del dark folk norvegese. Rendendole esoteriche e mantenendole dolcemente psichedeliche allo stesso tempo.

Ed è davvero un piacere ripercorrere la storia del rock psichedelico e del freakbeat seguendo questa oscura quanto ispirata interpretazione Ulveriana. Una rivisitazione che si prende cura di pezzi storici quali Everybody's Been Burned dei Byrds (da Younger Than Yesterday, 1967), In The Past dei We The People (la potete trovare nella compilation postuma Mirror of Our Minds, pubblicata dalla Sundazed nel 1998, o ascoltare nella sua rivisitazione più famosa, opera della Chocolate Watchband e contenuta nell'album Inner Mystique, del 1968), Today dei Jefferson Airplane (da Surrealistic Pillow, 1967), la splendida I Had Too Much To Dream Last Night degli Electric Prunes (da Electric Prunes, 1967), Street Song dei magici 13th Floor Elevators (da Bull of the Woods, 1969); e che riscopre pure band misconosciute ai più quali Fleur de Lys, di cui riprendono I Can See The Light (dall'omonimo singolo del 1967), o The Beau Brummels, ladrocinati della loro Magic Hollow (da Triangle, del 1967). E tante altre, ma a questo punto ho ampliamente rotto i coglioni. Se non l'avete ancora fatto ascoltatevelo, che merita.



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ulver
kscope