venerdì 25 gennaio 2013

Kafka On The Shore - Beautiful But Empty (La Fabbrica, 2013)

I Kafka On The Shore sono un'idea di Vincenzo Parisi, studente di pianoforte al conservatorio, che a un certo punto della sua vita ha deciso di mettere il suo talento ai servigi del rock'n'roll. E questo, capirete, è già abbastanza per guadagnarsi una recensione su Loud Notes. Ma non è solo questo. È che il ragazzo, emigrando dalla Sicilia a Milano, ha inmbarcato in quest'avventura Elliot Schmidt, un cantante americano con i controcazzi innamorato del blues più marcio, Daniel Winkler, un batterista tedesco con il senso del ritmo africano, e Freddy Lobster, un chitarrista straordinario che sa essere dolce, virtuoso e incendiario.

Tutti insieme hanno dato vita ai Kafka On The Shore, una banda decisamente interessante che ci propone questo bellissimo esordio che arde di una miscela incendiaria fatta di rock'n'roll, blues, glam, noise e soul. Una patchanka che potrebbe situarsi a metà strada tra Doors, la Jim Jones Revue, David Bowie, Gogol Bordello e Firewater. Beautiful But Empty è un disco che, complice una banda con i controcazzi e un'ottima produzione, rapisce al primo ascolto e continua a disvelarsi nella sua bellezza magnetica con gli ascolti successivi.

Fin da quella Berlin che apre il disco con un glam rock'n'roll saltellante e contagioso. Proseguendo con Moon Palace, un dark rock'n'roll sanguigno che farebbe felice un'ipotetica coppia Nick Cave-Jim Jones. E con Bob Dylan, una bellissima murder ballad che cresce di intensità concludendosi rabbiosa. Per non parlare di Bacco, inno da birreria che sembra stato scritto a quattro mani con Eugene Hutz. E siccome non posso citarvi una ad una tutte le traccie contenute in questo bell'album, ecco, vi basti sapere che c'è tanta altra roba qua dentro, così tanta da far girare la testa a più riprese, mentre il disco gira e rigira sul piatto e vi trascina all'inferno sulle note d'organo della bellissima Lily Allen In Green o su quelle della bellissima suite dark Campbell's. Grande sorpresa, i Kafka On The Shore. Esordio pressoché fulminante!

 
links:
kafka on the shore
la fabbrica 

mercoledì 16 gennaio 2013

The 10 best covers of 2012

Concludo l'infornata di classifiche 2012 con le copertine degli album, aspetto troppo spesso sottostimato sia dall'industria musicale che dagli artisti, pur con qualche lodevole eccezione. Una eccezione che mi preme segnalare è quella dell'etichetta italo-portoghese Shit Music for Shit People, che cura da sempre con dovizia e passione, affidando a giovani promettenti o affermati artisti, le covers delle proprie pubblicazioni (bellissime le cover dei singoli di Vermillion Sands, Second H. Sam e dello split Two Bit Dezperados / Beat Mark). 
Conlusa la doverosa segnalazione (ancor più doverosa per il fatto che la classifica che sto per presentarvi riguarda solo full-length) passerei a presentarvi le 10 covers che più mi hanno impressionato quest'anno. Ovviamente le ho selezionate tra i dischi che ho ascoltato IO, e perciò la classifica è per sua natura parziale (oltre che, ovviamente, partigiana, come tutte le classifiche). Se avete in mente delle copertine fighissime di dischi che avete ascoltato voi non esitate a segnalarmele.
10 - The Chrome Cranks - Ain't No Lies In Blood (Thick Syrup)
9 - Spider Bags - Shake My Head (Odessa)

8 - Pop. 1280 - The Horror (Sacred Bones)

7 - White Lung - Sorry (Deranged)

6 - Off! - Off! (Vice)

5 - Metz - Metz (Sub Pop)

4 - Swans - The Seer (Young God)

3 - God Equals Genocide - Rattled Minds (Razorcake)

2 - Alexander Tucker - Third Mouth (Thrill Jockey)

1 - Ty Segall Band - Slaughterhouse (In The Red)

The 20 best EPs and singles of 2012

Quest'anno ho tentato di stilare anche la classifica dei singoli e degli EP. Dico tentato perché non sono un grande ascoltatore di singoli ed EP (adoro il formato lungo) e perciò non so cosa sia venuto fuori. Di sicuro mi sarò perso per strada qualcosa, anche di molto buono, per via della mia mancata attenzione a questo tipo di uscite. Eppur tuttavia questa è la mia classifica, questi sono i singoli e gli EP che ho ascoltato, ascoltato, consumato ed amato nel 2012

Per lo stesso motivo di cui sopra, ne ho messi in fila solo 20, anziché 50 come gli album. Per metterne di più avrei dovuto barare, dicendo di aver ascoltato cose che non sono mai passate per le casse del mio stereo. E allora va bene così, magari l'anno prossimo ci metterò più impegno con 'sti dischetti :) Come al solito sentitevi liberi di commentare, fare le vostre classifiche, consigliare cose interessanti che sicuramente mi sono sfuggite, etc. etc.

20. The Band In Heaven - The Band In Heaven EP (HoZac Records)

19. The Anomalys - Retox EP (Slovenly Recordings)


17. Zig Zags - Monster Wizard 7" (Tubesteak Tuesday Records)

16. Melvins - Melvins 1983 EP (Amphetamine Reptile Records)

15. Belt of Vapor - Buck 7" (Whoa! Boat Records)

14. Delta Love - Post Tempus 7" (Smoky Carrot Records)

13. Vermillion Sands - Summer Melody 7" (Shit Music for Shit People)

12. The Mighties - Misty Lame EP (autoprodotto)

11. Adam Widener - Make Up EP (Fuzz City Records)

10. Second H. Sam - Second H. Sam EP (Shit Music for Shit People)

9. Hot Lunch - Killer Smile 7" (Who Can You Trust Records)

8. Thee Oops - Happy Charlie EP (Slovenly Recordings) 

7. Fuzz - This Time I've Got A Reason 7" (Trouble In Mind Records)

6. The Hussy - Stab Me EP (Eradicator Records)

5. The People's Temple - Looter's Game 7" (HoZac Records)

4. The Velvoids - Las Freak Voodoo EP (Thinkbabymusic Records)

3. Protomartyr - Dreads 85-84 7" (Urinal Cake Records)

2. Trans Upper Egypt - North African Berserk EP (Monofonus Press)

1. Death By Pleasure - Waited, Wasted EP (Mashhh! Records)

martedì 15 gennaio 2013

The 50 best albums of 2012 > part II (20-1)

...e dopo i primi vagiti di best of ecco la tranche finale, l'olimpo del rock'n'roll nell'anno profano 2012. Quei dischi senza i quali (almeno)il mio 2012 avrebbe avuto tutto un altro senso. Dei dischi che faranno o hanno già fatto, a modo loro, la storia della musica rock contemporanea. O, più semplicemente e mettendo da parte la retorica, qualche manciata di buoni album che fareste bene a procurarvi. Enjoy!

20. The Jim Jones Revue - The Savage Heart (Pias Recordings): ritorna Jim Jones con la sua selvaggia creatura rock'n'roll punk tinta di blues. Lo fa sporcando di nero e soul la tavolozza del suo rock'n'roll, e riuscendo ancora una volta a convincere di brutto!

19. Pontiak - Echo Ono (Thrill Jockey Records): la potenza dell'hard rock e dello stoner, la liquidità psichedelica, l'epicità folk e le ruvidità noise mescolati e risputati con convinzione, potenza e poesia. Un album potente, epico e sonico capace di toccare corde profonde.

18. Pop. 1280 - The Horror (Sacred Bones Records): la colonna sonora dell'apocalisse che verrà. Un noise-drone buio, tribale e violento. Il suono oscuro, rumoroso e ripetitivo dei bassifondi newyorkesi assurto a dignità musicale (ancora una volta).

17. Greenleaf - Nest of Vipers (Small Stone Records): l'album stoner più convincente dell'ultimo decennio, in grado di mescolare una certa classicità a-la Pearl Jam alla potenza sonica dei Queens of The Stone Age. Il tutto è suonato con una potenza straordinaria e cantato da dio!

16. Ty Segall - Twins (Drag City): altro disco azzeccatissimo per l'inarrestabile Ty. Un album in cui convivono la sua ruvida anima garage punk, lo splendore armonico dei 60s che avevamo apprezzato l'anno scorso in "Goodbye Bread" e le distorsioni grunge del precedente "Slaughterhouse".

15. Bob Mould - Silver Age (Merge Records): il ritorno di Bob Mould è una bomba di sincerità in formato rock, un concentrato di melodie perfette suonate con potenza e passione da un grande vecchio che sa mostrare muscoli e cuore in quantità industriali, regalando pezzi indimenticabili.

14. Sic Alps - Sic Alps (Drag City): il capolavoro dei Sic Alps. Tolti i panni dei lo-fi rockers, affinata la scrittura e la produzione, i Nostri tirano fuori un album di pop rock psichedelico e sghembo che sa divertire e affascinare. Un disco che cresce e cresce ad ogni ascolto.

13. Baby Woodrose - Third Eye Surgery (Bad Afro Records): l'esperienza psichedelica di Lorenzo Woodrose non ha fine. E se possibile si arricchisce ancora: di potenza, rimandi space e inflessioni pop che donano al suo garage rock di ascendenza 60s un'aurea magica.

12. God Equals Genocide - Rattled Minds (Razorcake Records): è il ritorno dell'hardcore degli anni '80, urlato e sputato con la rabbia di quattro tardoadolescenti losangelini. Una bomba sonora sparata a velocità assurde e urlata da un duetto voce maschile-femminile che fa scintille.

11. Mission of Burma - Unsound (Fire Records): i Mission of Burma non riescono a sbagliarne una! E ci sorprendono ancora con un disco di post-punk duro e sbilenco, ispiratissimo, che riesce a divertire ed eccitare anche quando si perde in sperimentazioni. Eroi!

10. Graveyard - Lights Out (Nuclear Blast Records): i Graveyard sfornano uno dei capolavori dell'hard rock del nuovo millennio: duro, gentile, sensuale, energico, epico, caldo e rumoroso. Un susseguirsi di assalti hard-blues e di ballate dal sapore soul da togliere il fiato.

9. Gentleman Jesse - Leaving Atlanta (Douchemaster Records): il re del power-pop è tornato, per regalarci un secondo album pieno di gemme pop dal sapore 60s-70s veloci e visceramente rock'n'roll. Melodie preziose e un'orchestrazione perfetta ci regalano questo capolavoro.

8. Mind Spiders - Meltdown (Dirtnap Records): i protetti di Loud Notes tornano ad un anno dal debutto per sfornare un album praticamente perfetto nel quale convivono e si abbracciano appassionatamente garage punk, power pop e shoegaze. Un disco di hit underground.

7. White Lung - Sorry (Deranged Records): un album rabbioso e potente, che cita senza farsene assoggettare il primo hardcore e le riot grrrl degli anni '90. Riff virtuosi affilati come lame e una voce femminile trascinante e inferocita che spedisce la band dritta all'inferno in poco più di 20 minuti.

6. Metz - Metz (Sub Pop Records): uno degli esordi dell'anno. Un power trio che sputa una musica ruvida, potente, precisa e incazzata figlia della migliore tradizione noise-grunge (da notare l'etichetta). Una band necessaria che tira fuori un disco necessario. Urgente. Possente e rabbioso. Punk? 

5. A Place To Bury Strangers - Worship (Dead Oceans Records): il capolavoro della band newyorkese. Un infuso acido, pesante ed eccitante di noise rock a volumi altissimi che gioca con le melodie sixties, il primo post punk e le acide melodie dello shoegaze uscendone fresco ed elettrizzante.

4. Movie Star Junkies - Son of the Dust (Outside Inside Records / Wild Honey Records): le trame oscure del nuovo lavoro dei Movie Star Junkies sono come balsamo per le orecchie. Rock'n'roll, blues e ballate a perdita d'occhio vanno a costituire uno dei caolavori del rock italiano più recente.

3. Ty Segall Band - Slaughterhouse (In The Red Records): l'opera omnia del fuzz rock in versione noise. Un assalto di ruvidità che trascina con sé il garage punk del Ty che conosciamo, il grunge noise degli anni '90 e certe oscurità doom. Una bellezza!

2. Goat - World Music (Rocket Recordings): l'esordio dell'anno, è fuor di dubbio. E anche la cosa più originale ascoltata da molto tempo a questa parte. Stoner, psichedelia, afro-beat e no wave si fondono in modo inaspettato ed eccitante in questo capolavoro del voodoo rock (?) di sempre.

1. The Men - Open Your Heart (Sacred Bones Records): l'indie rock che si scrolla di dosso la noia e la ripetizione e torna a farsi musica rabbiosa, potente, ispirata e incline alle contaminazioni. Il noise che getta le scorie e torna ruvido ma ornato di melodie contagiose. Un capolavoro!

The 50 best albums of 2012 > part I (50-21)

E alla fine eccoci qui. Dopo un anno di ascolti e recensioni arrivano i dolori: mettere in fila i migliori album del 2012. I più rappresentativi, ispirati ed eccitanti edifici rock'n'roll dell'anno passato. Che non sarebbe neanche un compito tanto difficile, in teoria. Se non fosse per il fatto che le uscite discografiche sono tantissime; che la qualità si aggira su livelli medio-alti (e fanculo ai sostenitori della morte del rock'n'roll!) e che la scelta, dunque, può rivelarsi ardua. Siccome poi mangio più musica che pane, e dato che non ho il dono della stringatezza, son "costretto" a presentarvene 50.

Magari pensavate anche che me ne fossi scordato, delle classifiche di fine anno. E invece no, solo che se siete abituati ai tempi della critica musicale vi sembrerà di riscontrare un ritardo abissale in questa mia uscita. Ma vorrei darvi una notizia che forse vi sconvolgerà: l'anno solare (e quindi anche quello musicale) finisce il 31 dicembre... Non fate quelle faccie stupite, è proprio così! Che senso ha, quindi, pubblicare le classifiche a fine novembre e poi commentare nelle recensioni dei dischi usciti a dicembre che quegli album sono in ritardo per la classifica di fine anno? Ritardo un cazzo, rispondo io, siete voi che correte troppo e siete terribilmente in anticipo! Io invece, che non amo molto fare le cose di corsa, mi prendo tutto il tempo necessario per ascoltare i dischi di dicembre e vi presento le mie classifiche a metà gennaio. Prendere o lasciare.

Eccoli qui, dunque, i cinquanta album che hanno fatto da colonna sonora al mio 2012. Li ho divisi, per motivi di opportunità, di spazio e di estetica, in due liste. La prima, quella che state leggendo, va dalla posizione 50 alla 21; la seconda, che comprende i primi 20 classificati, i dischi più importanti dell'anno. Sfogliate la lista, leggete le mie recensioni (a volte sul blog, altre su IYE, altre su Distorsioni), commentatela, fate le vostre classifiche, consigliatemi roba che mi son perso per strada, infamatemi! Insomma, fate quello che volete.


50. Ketamines - Spaced Out (Southpaw Records)

49. Cheap Freaks - Bury Them All (Big Neck Records)

48. Tongs - Fractal (Rogues Records)   

47. The Mojomatics - You Are The Reason For My Troubles (Outside Inside Records / Wild Honey Records) 

46. The Rippers - Better The Devil You Know (Slovenly Recordings) 

45. Tyvek - On Triple Beams (In The Red Records) 

44. Slumberwood - Anguane (Tannen Records)

43. Disappears - Pre Language (Kranky Records)  

42. The Hussy - Weed Seizure (Tic Tac Totally Records)

41. Propagandhi - Failed States (Epitaph Records) 

40. Electric Taurus - Veneralia (Moonlight Records)

39. The Doggs - Red Sessions (autoprodotto)

38. Bob Dylan - Tempest (Columbia)

37. Tsigoti - Read Between The Lines...Think Outside Them (Post-consumer Records)     

36. The Chrome Cranks - Ain't No Lies In Blood (Thick Syrup Records)

35. Ty Segall & White Fence - Hair (Drag City)

34. Dean Allen Foyd - The Sounds Can Be So Cruel (Crusher Records)

33. The Datsuns - Death Rattle Boogie (Nonesuch Records)

32. Vernon Sélavy - Stressed Desserts Blues (Shit Music for Shit People) 

31. Unsane - Wreck (Alternative Tentacles)

30. Neil Young & Crazy Horse - Psychedelic Pills (Reprise Records)

29. The Evens - The Odds (Dischord Records)

28. Spider Bags - Shake My Head (Odessa Records)

27. Protomartyr - No Passion All Technique (Urinal Cake Records)

26. Islet - Illuminated People (Shape Records)

25. Mmos - Only Children (Trouble In Mind Records) 

24. Off! - Off! (Vice Records)

23. Thee Oh Sees - Putrifiers II (In The Red Records) 

22. Swans - The Seer (Young God Records)

21. Sakee Sed - A Piedi Nubi (Appropolipo Records)


continua... qui

sabato 5 gennaio 2013

Sakee Sed e Le capre a sonagli - I Heard It Through The Grapevine (Appropolipo) / #songs #download

Mea culpa per essermi lasciato sfuggire 'sta chicca. I Sakee Sed (che avevamo già incontrato in occasione del loro recente bellissimo album) e Le capre a sonagli, le due band di punta dell'etichetta indipendente bergamasca Appropolipo Records, si trovano insieme per reinterpretare il classico dei Creedence Clearwater Revival I Heard It Through The Grapevine. In una splendida versione grungiosa! 

Qui sotto potete guardarvi il video del making of, realizzato da Monelle Chiti con la collaborazione di Marco Ghezzi (voce, chitarra e rhodes dei Sakee Sed). Oppure potete andarvi a scaricare la canzone direttamente dal sito dell'etichetta. Loro lo avevano pensato come regalo di natale. Io, che sono un po' lento e che del natale sinceramente non me ne frega un cazzo, ve lo regalo per la Befana. Accompagnatela con una bella grappetta. E buon ascolto!



links:
sakee sed
le capre a sonagli
appropolipo records