lunedì 3 dicembre 2012

Barberos - 000 (Human Feather, 2012)

I Barberos vengono da Liverpool, e da ormai quattro anni si adoperano a infestare il continente con la loro strana e spietata formula che mischia allegramente math rock, post-hardcore e sintetizzatori "made in krautonia". Loro sono tre schiodati in tuta bianca stile "Arancia Meccanica de noantri" armati di due batterie e un vecchio synth analogico, che suonano una specie di synth-prog strumentale decisamente originale e a tratti molto interessante.

Si tratta di musica sperimentale, inutile girarci intorno, ma di un tipo raro ed estremamente ricercato, di quella che riesce in un modo o nell'altro a fare i conti con l'immediatezza, risultando alla fine dei conti molto moooolto divertente. 
Non una cosa per cui strapparsi i capelli o mettersi in ginocchio a chiederne ancora, ma una musica piacevole, rilassante ed elettrica che fa delle soluzioni ritmiche e della partiture di synth - a volte dolcemente spastiche (Hot Squash e Moon Boots le tracce più riuscite del lotto), a volte corrosivamente noise (Les Noisettes), altre ancora elettroretrò (Colin & Cindy) - i suoi elementi più importanti e accattivanti. C'è pure spazio per una bella nottata di fuoco a base di dub (Accent), e il risultato non è affatto male. Per chi ama la musica sperimentale ma non se la sente proprio di farsi fracassare le palle con troppi arzigogoli intellettuali questo è il disco perfetto. Un punto in più, poi, se lo meritano per la copertina, che è una gran figata!




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