martedì 6 novembre 2012

The Leeches - Underwater (Tre Accordi Records 2012)

Esce oggi Underwater, quarto album dei Leeches, prodotto da sua maestà pop-punk Daniel Rey. La ricetta non ha subito gradni aggiornamenti dai tempi dell'ultimo lavoro, Get Serious del 2010, ed è una buonissima notizia. Perché il "Leeches sound", pop-punk figlio dei mostri sacri Ramones e Queers, con i chitarroni rummanti bene in vista e le melodie contagiose tutt'attorno, riesce ancora risvegliare i sensi e dare le legnate giuste, facendo scattare un profanissimo quanto necessario pogo liberatore.

Underwater non fa eccezione alcuna, e ti conquista subito, quando la traccia di apertura, I'm Everything To Me, inizia a scalciare con quel riffare finto-metallone accompagnato da un basso pulsante a-la Dee Dee che sembra di ascoltare i migliori Derozer. O con l'antemico pop-punk di Pirahna Boys, degno dei fratellini newyorkesi. I Leeches sanno essere dei maestri quando si tratta di tessere melodie contagiose e architettare bellissimi anthems da cantare in sing-along, e ce lo dimostrano con le belle Feelin' Alright Tonight (che a me ricorda i Ramones di Born To Die In Berlin) e Down On My Knees. 

Stop The Clock e My Life sono dei cazzutissimi pezzi hardcore, veloci, perdenti, e cattivi come da manuale, con la sezione ritmica che pesta forte e anfetaminica e la chitarra che innalza muri di suono ramonesiani. Too Hungry To Pray parafrasa i Dead Kennedys per regalarci un bell'anthem pop-punk (a tratti quasi Oi!) in salsa anticlericale. La produzione aiuta non poco a esaltare le doti pop-punk del quartetto, e ne esce fuori il "dischetto amico", di quelli che non ti lasciano certo a bocca aperta, non ti cambiano la vita, ma fanno una gran bella compagnia. Evviva i Leeches!



links:
the leeches - facebook
tre accordi records

1 commento:

  1. In effetti mi ricordano molto i Ramones , caro Leonardo...buon prodotto!

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