giovedì 11 ottobre 2012

Vernon Sélavy - Stressed Desserts Blues (Shit Music for Shit People/Azbin, 2012)

Vernon Sélavy è un torinese (Vincenzo Marando, già chitarrista dei Movie Star Junkies) che va pazzo per le ballate. Ne scrive tante, di tutti i colori, per tutti i gusti e per tutte le situazioni. Non avete di che chiedere.
L'incontro con la Shit Music aveva già prodotto un buon 7" EP lo scorso anno e ora, mettendo a frutto la collaborazione tra la Shit e la francese Azbin, il nostro torna a trovarci portando in dote un bell'LP tutto intero.
Un bell'album pieno di ballate, appunto. Oscure, colorate, ubriache, innamorate, soul, gospel, blues e rock'n'roll, secondo le voglie del momento.

Lasciando ad altri il compito, per me ingrato (non sono quel che si dice un "esperto di ballate"), di riconoscere influenze e collegamenti musicali i più improbabili, proverei a concentrarmi, invece, sull'anima del disco. Che è un anima blues, come il titolo suggerisce, ma anche perdutamente rock'n'roll, dolcemente soul e caldamente latina. Un anima che esce fuori prepotente, deliziando le orecchie con uno degli album più belli e intensi che avrete modo di ascoltare quest'anno.

Il nostro Vernon, in compagnia della sue chitarre, del suo basso e di qualche distorsore, e coadiuvato dai compagni Satana alla batteria e Neno Baratto (Movie Star Junkies) al piano e al mixer, ci cuce tutto intorno delle ballate tossiche e psichedeliche che sanno mutare pelle come un camaleonte, emanando fetore di bassifondi e profumo di spiaggie assolate (When We Two Parted), pezzi alcolici che annegano l'anima latina sotto un lercio strato di fuzz (Shoes of The Dead), o psycho gospel da cantare tutti in coro (Ballad of The Empty Hands). L'oscurità lisergica avvolge tutto in Another Place, ma nasconde un sentiero verso il sole, che esce rabbioso e caldo dalle pieghe depressive di The Way It Goes. Chiude l'album, a fare il pieno di emozioni, Straight Into The Bed of Our Guts, il pezzo più oscuro e alcoolico dell'album, che ci manda a dormire con una insana sensazione di spossamento e vertigini.

Bellissima la voce, che si barcamena tra le movenze alcooliche di un Tom Waits, la profondità di un Leonard Cohen e una livida dolcezza soul sovente calpestata dalla ruvida anima rock'n'roll. Riuscitissimi i cori e gli innesti di distorsioni e riverberi che rendono l'atmosfera ancora più acida e alcoolica. Stressed Desserts Blues è un album bellissimo, e una buona compagnia per le serate autunnali a venire.



links:
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angra maria (artwork and layout)

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