mercoledì 12 settembre 2012

New Candys - Stars Reach The Abyss (Foolica, 2012)

La stoffa c'è, e si sente. Queste le prime parole che il cervello comanda alle mie dita dopo aver ascoltato l'album d'esordio dei New Candys, quartetto trevigiano di belle speranze dedito alla rielaborazione della deforme e fluida materia psichedelica.
Partono le note di Stars Reach The Abyss e ci troviamo subito immersi nella nebbia fittissima delle sperimentazioni soniche di matrice (più o meno) shoegaze che spopolano negli ascolti dei kids revival di inzio millennio.

Più o meno appunto. Perché i nostri ci infilano dentro pure un po' di buon rock'n'roll di matrice "velvetiana", un po' di sixties e qualche bella pizzicata di quel rock psichedelico che ha trovato la più coerente e compiuta affermazione nei primi due album dei Black Angels. Che, forse, si sentono un po' troppo qua e là tra le note (Half-Heart, Meltdown Corp). Una presenza un po' invadente, ma che alla fine dei conti non disturba più di tanto (quello che disturba, invece, è la prolissità della proposta) e il disco ne esce fuori abbastanza piacevole, una buona compagnia delle vostre serata solitarie persi nelle impenetrabili nebbie interne. 

Alcuni pezzi meritano particolare menzione. L'opening track Hand Chain Dog, ad esempio, una marcia verso l'abisso accompagnata da basso, chitarra, sitar (presenza quasi costante dell'album) e un drumming giustamente martellante. Il rock acido e trascinante di Dry Air Everywhere, che ci riporta al livello delle stelle; o la psichedelia indiana di Sun Is Gone ('Till Day Returns), che sembra uscita da una session recente con Anton Newcombe. Sfiancate tranquillamente ossa e membra con la psichedelia mistica e le distorsioni in crescendo di Nbiriu e Volunteer, perché poi potrete rilassarvi tra le braccia accoglienti del bel finale velvetiano di Purple Turtle On Canvas.
Gran bei pezzi. Una smussatina qua e là, una scrollatina alle influenze e qualche taglio secco e questi ti tirano fuori il disco capolavoro. In attesa del grande balzo, possiamo gustarci questo bel disco e farci trasportare verso gli abissi da un fiume di stelle.

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