domenica 22 luglio 2012

Nicotine Alley - Upstairs (Marvel Hill, 2012)

I Nicotine Alley sono un trio di origini padovane formato nel 2006 (questo è il loro secondo album dopo Steal Another Hour From The Night del 2009) da Paolo Mioni, già chitarrista dei Jennifer Gentle (Marco Fasolo ha registrato, coprodotto e suonato in Upstairs).
Quello che sta uscendo in questo momento dalle casse del vostro stereo (spero siate in macchina, con i finiestrini aperti, e che vi stiate godendo il viaggio) è un affresco di rock alternativo dal viso oscuro e sognante dove confluiscono le influenze più diverse. Neil Young potrebbe essere il padre putativo, ma l'albero genealogico è piuttosto lungo e intricato, includendo psichedelia 60s e 90s (My Bloody Valentine) paisley underground (Green On Red), blues, jazz, country, stoner e via discorrendo...

Dal power pop di Hey al rock blues di Going To The City l'album scorre via piacevolmente, complice una durata non eccessiva (eh sì, a volte conta pure quello!) e una manciata di pezzi che sorprendono con una acidità incredibilmente fresca e solare. La ballata These Fields of Grey, ad esempio, brilla di una luce particolare, portata in dote dalla dolce psichedelia pop della prima parte e dalla polvere (quasi) stoner del finale. Wax spara ad altezza uomo un ruvido concentrato di psichedelia condita da copiose manciate di rumore chitarristico, lasciando poi alla suite folk-punk dal feeling beatnik (bo, a me fa questa impressione!) e younghiano (vedi l'assolo) di The Man Whith A Hole In His Heart e alla conclusiva opera country-folk di More Than Alive il compito di chiudere le luci, i battenti e mandare tutti a dormire.

Upstairs non è il disco dell'anno, e forse risente di una ispirazione a tratti vacillante, certamente derivativa e quasi mai sopra le righe, ma ciò non toglie che, se lo prenderete per il verso giusto, potrà essere un buon compagno di viaggio. In attesa di una decisa botta di reni, questo offre la casa.



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