sabato 26 maggio 2012

The Movements - The Angry Dead Pirates split (Pariah, 2012)

Do per scontato che i Movements, se non siete capitati qua dentro per caso, li conosciate già tutti (essendo apparsi anche nella mia classifica di fine anno del 2011); gli Angry Dead Pirates, invece, sono un giovane quartetto di Tolosa con la testa in acido e il corpo agitato da oscure scosse elettriche e pesanti iniezioni di rumore. Sono attivi da 4 anni ed hanno all'attivo un singolo (The Angry Dead Pirates, del 2009) e un album (Fuzz For Nihilists, del 2010).
Le forze congiunte dei navigati garage rocker svedesi e di questa giovanissima band (e label) francese danno vita a questo bellissimo split che esplode acido e violento nelle mie casse invadendo la stanza con un rock duro, aggressivo e psichedelico pregno di fuzz e farfisa in grado di risvegliare tutti i sensi per farli ballare danze punk drogate e decadenti.

6 pezzi in tutto, di cui 2 sono le rispettive cover. I Movements si cimentano con Put Me Down, un bel pezzone garage rock al quale i nostri innestano la quinta, lo accompagnano con un bel piano rock'n'roll e lo coprono di chitarre in rotazione libera imprimendogli un'aggressiva carica garage punk: bellissimo! Gli Angry Dead Pirates prendono in prestito il vecchio (ormai) classico garage-psych Being, al quale riescono a donare un'aurea ancora più acida, oscura e malata con un mix allucinante di fuzz, riverberi, farfisa e suoni extramusicali. Non che regga il paragone con l'originale, ma è sicuramente una piacevole interpretazione. 

Che dire del resto? I Movements ci allietano con il solito garage punk aggressivo (se avete ascoltato l'ultima compilation made in Teen Sound sapete a cosa mi riferisco) che farebbe rinsavire dal suo stupido torpore mentale anche un coglione nazista. Riescono anche a stupire quando provano a violentare Morricone a suon di sferragliate garage punk e calde rasoiate di farfisa (She Said) o quando inseriscono un drumming tribale a sostenere un bellissimo stomp garage rock (Deserted Town). Gli Angry Dead Pirates riescono a dire la loro nonostante la compagnia ingombrante, regalandoci due gemme (Moon e I Don't Mind) di psychedelic rock di derivazione prettamente sixties impregnate di fuzz e farfisa con qualche (piacevole) sclerata grunge-rumorista.

Non fate come me che ci ho messo due mesi a recensirlo, prendete l'occasione al volo e procuratevi questo gustosissimo split.

 
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