sabato 5 maggio 2012

Jack White - Blunderbuss (Third Man/XL, 2012)

Eccola là, la recensione ruffiana! O quella a richiesta, se proprio vogliamo essere precisi. Be' sì, in un certo senso è proprio così, visto che a partire da oggi il post riguardante il primo singolo di Blunderbuss (pubblicato esattamente due mesi fa) è diventato il post più cliccato di questo blog. Quindi, praticamente, ve la siete cercata! ;)
Mio malgrado, devo ammettere, perché Loud Notes offre un sacco di roba da leggere e ascoltare, e credo che la qualità (musicale, artistica) di alcune cose recensite qua sopra nel corso degli ultimi due mesi (una non a caso) sia di gran lunga superiore a quella di un brano come Love Interruption. Ma l'hype è hype, si sa, e con la qualità c'entra davvero poco...

Discorso simile andrebbe fatto, a mio modesto parere, per questo primo lavoro del Jack White solista. Che, badate bene, non è una cagata pazzesca, lungi da me affermare una cosa del genere. Anzi, Blunderbuss contiene dei bei pezzoni che meritano di essere ascoltati con la dovuta attenzione: tra questi mi sembra doveroso segnalare Sixteen Saltine (qua sotto), uno scoppiettante e rude hard-blues - che però, va detto, non regge il confronto con certe cose dei White Stripes; Missin Pieces, un bellissimo blues moderno colorato dalle follie di un gustosissimo e irriverente piano rhodes; Fredom At 21, un riuscito esperimento "trip-rock"; Blunderbuss, un buon folk da camera dall'appeal sexy che offre sfoggio delle qualità vocali e compositive di Jack; lo swing barocco di Hypocritical Kiss o la ballata rock oscura per piano e chitarra graffiante di Weep Themselves To Sleep.

Il resto però è un po', come dire, sotto tono: I'm Shakin', Trash Tongue Talker, Hip (Eponymous) Poor Boy...in pratica i pezzi che occupano la seconda metà del disco + Love Interruption fanno veramente una fatica enorme a cogliere nel segno, mostrando velleità sperimentali che raramente si trasformano in qualcosa di eccitante o meritevole di attenzione. Insomma, Blunderbuss è un disco che, una volta depurato dell'hype, può essere diviso idealmente (e non solo, dato che trattasi di vinile) in un buon lato A e un magramente sufficiente lato B. E possiamo anche spingerci a dire che da Jack ci si aspettava qualcosa in più.



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jack white
third man records

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