lunedì 6 febbraio 2012

The Spyrals - The Spyrals (autoprodotto, 2012)

Seguendo i suggerimenti del sempre prezioso Styrofoam Drome mi sono fatto prendere da questo trio psichedelico di stanza a San Francisco, gli Spyrals, che a inizio anno (in senso letterale: è uscito il primo gennaio!) hanno pubblicato un buon LP autoprodotto passato un po' sotto silenzio sulla stampa specializzata. E siccome Loud Notes se ne frega altamente della stampa specializzata (in che poi, in cagate?) eccomi qui a proporvelo di getto.

Perché questo The Spyrals è veramente un bel disco, di quelli che ti prendono orecchie, stomaco e cuore con una certa facilità. E lo fa sparandoti in piena faccia un buon rock psichedelico di derivazione hard, sanguigno e rumoroso, figlio dei Nuggets, degli immancabili 13th Floor Elevators e di tutta quella roba fantastica che transitò per Frisco nel biennio 1964-1966. E, se vogliamo trovare un riferimento all'oggi, è impossibile non citare i Black Angels.

Un pelino più hard e meno trippy di quest'ultimi, gli Spyrals ci sorprendono sull'uscio del loro primo lavoro con un piccolo capolavoro hard-psychedelic (Lonely Eyes) che ci lascia basiti e ci costringe a proseguire l'ascolto. Un ascolto tutto sommato piacevole, intrippante ed eccitante, che si ripete tutte le volte che metti il disco sul piatto, senza che la tradizionale "rottura di coglioni" intervenga sul più bello. Chitarre in riverbero (Evil Kind), riff hard (Calling Out Your Name), batteria martellante modello Tucker e lunghe ballate psichedeliche avvolte dai rumori della chitarra sono gli ingredienti ben amalgamati che fanno di quest'album un must listen di quest'anno.
Oltre alle tre canzoni di cui sopra vale la pena citare Long Road Out e Trying To Please (nel video qua sotto) due bellissimi mantra freak-psichedelici che sembrano usciti dalla mente malata di Rocky Erickson; Radiator, che affoga allegramente i Velvet Underground nell'acido lisergico; e Save Yourself, il pezzo migliore del disco, con quel suo sapore hard-psichedelico-rumorista e una sezione ritmica che gli imprime un'andatura quasi punk.

Prendetevi 40 minuti e fatevi un tuffo in questa splendida San Francisco hard-freak, in queste spirali di rumore e musica che vi si avvolgono attorno come edera ai muri. Difficilmente tornerete indietro.



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