mercoledì 18 gennaio 2012

Slumberwood - Anguane (Tannen, 2012)

Narra una leggenda popolare veneta che le Anguane - figure metà donna e metà serpente - abitino le profondità dei laghi e le rive melmose dei torrenti e attirino bambini e ignari viaggiatori per affogarli nel buio delle acque lacustri.
E questa è un po' la fine che rischia l'ascoltatore sprovveduto che si trova a mettere sul piatto il secondo album (il primo fu Yawling Night Songs, del 2009, per A Silent Place) degli Slumberwood: essere trascinato al fondo da una creatura bella, strana, oscura e imprevedibile.

Il quintetto padovano, coadiuvato in cabina di regia e in fase di arrangiamento da quel genio di Marco Fasolo dei Jennifer Gentle (e supportato ai cori da Federico dei Father Murphy), è riuscito a dar vita ad un meraviglioso quanto inquietante viaggio psichedelico nel lato più oscuro della nostra mente. Come fosse una passeggiata lungo le oscure rive del Po' durante una fredda, umida e nebbiosa notte autunnale in compagnia dei vostri fantasmi più inquietanti.

E che il viaggio sia pericoloso lo si capisce da subito, quando i cinque minuti di 7th Monn of Mars immergono l'ascoltatore in una melma pop rock buia e vischiosa, con centinaia di spiriti impazziti che intonano cori satanici alle sue spalle.
Il disco prosegue sulla stessa lunghezza d'onda, regalandoci il capolavoro gothic-prog dall'andatura sghemba di Emerson Laura Palmer (titolo geniale!): il punto più alto toccato dal disco (ve la potete ascoltare qua sotto).
Help Me Grampa è un dolce pop topsichedelico che sembra stato scritto da dei Radiohead durante un lungo viaggio in acido. La ripetizione infinita dei versi Help Me Grampa sembra avere una incompiuta funzione salvifica, che si spegne contro un coro di fantasmi e suoni robotici.

La corsa del lupo è una ballata costruita su un arpeggio di chitarra che si ripete e cresce di continuo, incamerando suoni ambientali durante la sua dolce corsa verso l'ignoto.
Sargasso Sea ci ricorda i migliori Jennifer Gentle, con quel sapore acidognolo di opera rock scritta per una oscura piece teatrale.
Ma la vetta in termini di oscurità spetta ad Harmonium, un dark-ambient scuro come la pece costruito su organo infernale che fa da sottofondo a cori celestiali e alla recitazione dolce e sofferta di una voce che viene dall'aldilà.

Una stravagante e teatrale (che psichedelica è poco) creatura pop, questo secondo disco degli Slumberwood. Un'opera estremamente interessante, costruita su un groviglio di suoni e voci che seguono una traccia il più delle volte oscura: una creatura mutante che cresce ad ogni ascolto trascinandovi in un vortice di acque sporche e suoni melmosi. Un'esperienza dura e impegnativa, ma che merita comunque di essere affrontata!  

  
links:
slumberwood - facebook
slumberwood - soundcloud
tannen records

Nessun commento:

Posta un commento