mercoledì 28 dicembre 2011

The Best 50 Albums of 2011 > Part I

Dopo lunghi (ultimi) ascolti e lunghe elucubrazioni (par vero!), son riuscito a partorire la mia album chart del 2011! Alè! I dischi saranno 50, perché un po' mi dispiaceva lasciare completamente al buio dischi che non saranno dei capolavori assoluti ma che comunque mi son piaciuti. Come sempre (vabbe', come da copione della pagina "Anni Zero", manifesto politico di Loud Notes), però, i dischi veramente indispensabili sono i primi 20: di questi 20, infatti, vi beccate anche una mini-recensione. Per il resto, una lista. 
Data la lunghezza della chart ho deciso di dividerla in due post: nel primo, questo, troverete la fredda lista fino al 21esimo e le mini-recensioni dei dischi che vanno dal 20esimo all'11esimo. Poi, nel secondo post, l'olimpo dei primi 10 con la playlist delle 10 canzoni più belle dell'anno. Enjoy!


50. Ry Cooder - Pull Up Some Dust and Sit Down (Nonesuch)

49. Panda Bear - Tomboy (Paw Tracks)

48. Dirty Beaches - Badlands (Zoo Music)

47. Girls - Father, Son, Holy Ghost (True Panther)

46. The War On Drugs - Slave Ambient (Secretly Canadian) [leggi la recensione]      

45. The Cave Singers - No Witch (Jagjaguwar)

44. Yuck - Yuck (Fat Possum)

43. A Classic Education - Call It Blazing (La Tempesta) [leggi la recensione] 

42. Foo Fighters - Wasting Light (Columbia) 

41. Mike Watt - Hyphenated Man (Parabolica)

40. Jello Biafra & The Guantanamo School of Medicine - Enhanced Methods of Questioning (Alternative Tentacles)

39. Orchid - Capricorn (Church Within)

38. Crystal Stilts - In Love With Oblivion (Slumberland)

37. Night Beats - Night Beats (Trouble In Mind) 

36. Wild Flag - Wild Flag (Merge) 

35. Seasick Steve - You Can't Teach An Old New Tricks (Pias) [leggi la recensione]

34. Radiohead - The King of Limbs (Autoprodotto)

33. Shape Have Fangs - Dinner In The Dark (Reverberation Appreciation Society)

32. Uncle Acid & The Deadbeats - Blood Lust (Rise Above)

31. The People's Temple - Sons of Stone (Hozac)

30. Joe Lally - Why Should I Get Used To It (Dischord) [leggi la recensione]

29. Stephen Malkmus & The Jicks - Mirror Traffic (Matador)

28. Indian Wars - Walk Around The Park (Bachelor)

27. Graveyard - Hisingen Blues (Nuclear Blast)

26. The Sick Rose - No Need For Speed (Area Pirata) [leggi la recensione]

25. Human Eye - They Came From The Sky (Sacred Bones)

24. Underdogs - Revolution Love (Go Down)

23. J.C. Sàtan - Hell Death Samba (Slovenly Recordings) [leggi la recensione]

22. Mind Spiders - Mind Spiders (Dirtnap) [leggi la recensione]

21. Giuda - Racey Roller (White Zoo)

20. Kurt Vile - Smoke Ring for My Halo (Matador) Prosegue l'opera meritoria di Kurt Vile, che continua a riscoprire le radici della musica americana imbevendole di psichedelia e bassa fedeltà. La chitarra acustica e la voce psichedelica donano al disco una splendida aurea folk decadente.
19. The Antlers - Burst Apart (Frenchkiss) Se state cercando degli eredi credibili dei Radiohead, potete benissimo fermarvi qui. Vi ascoltereste un affascinante disco di indie pop virato elettronico con momenti di eccitante sperimentazione, che da del filo da torcere ai loro più blasonati colleghi.
18. Pj Harvey - Let England Shake (Island) Il disco dell'anno per molte importanti testate, e un ottimo disco anche per il sottoscritto. Una splendida collezione di pezzi, impreziosita dalla bellissima voce di Polly, dagli arrangiamenti e dalle liriche mai così convincenti.
17. Thee Oh Sees - Carrion Crawler/The Dream (In The Red) La miglior prova dei Thee Oh Sees, che concentrano qui dentro una preziosa (e groovy) interpretazione di garage rock e psichedelia sottoposti ad una continua (ma mai noiosa) cura noise rock. Inaspettato ma benvenuto!
16. Primus - Green Naugahyde (Prawn Song) Il ritorno della formazione originale dei Primus è quanto mai piacevole. Il basso di Lay continua a spadroneggiare tra ritmiche jazz e pezzi crossover, lasciando tutti con un palmo di naso e la voglia di averne di più. [Leggi la recensione]

15. Tom Waits - Bad As Me (Anti) Il vecchio Tom ritorna col botto, dimostrando ancora una disinvoltura disarmante nel passare da oscuri momenti hard-boogie a romantiche ballate strappalacrime. Il tutto è scritto e suonato con le solite maestria e passione. Essenziale! [Leggi la recensione]

14. Ty Segall - Goodbye Bread (Drag City) Ty Segall ammorbidisce il suono, e quel che ne esce è la sua miglior prova. Pregna di psichedelia e garage rock come non mai, la "pulizia" ne esalta scrittura e melodie, regalandoci un album pressoché indimenticabile.
13. Mikal Cronin - Mikal Cronin (Trouble In Mind) Il protetto di Ty Segall fa meglio del suo protettore, sfornando un bellissimo album d'esordio che sa di garage, surf e power pop, e che fa rabbrividire qualsiasi cosa super-blasonata avete per le mani. Provuratevelo!

12. Low - C'mon (Sub Pop) Il miglior album dei Low, frutto di una perfetta di combinazione di voci, suoni e melodie, che sanno avvolgere ed ammaliare al primo ascolto. Se cercate un buon disco per una nottata in relax questo è quanto di meglio vi potete permettere. [Leggi la recensione]
11. Blasted Canyons - Blasted Canyons (Castle Face)  L'esordio dei Blasted Canyons è una mazzata tra capo e collo, né più né meno, che si fa forza di un garage punk sguaiato e lo-fi fino al midollo. Le chitarre e i synth sono graffianti e folli a livelli immaginabili. Urticante!

Nessun commento:

Posta un commento