giovedì 17 febbraio 2011

New Italian Rock, ovvero l'anti-sanremo / #loudnotes

Qualche sera fa - secondo un triste copione che si ripete da ormai 61 anni - è iniziato il Festival di Sanremo. E io, sfruttando la grassa occasione, sono uscito a bere una birra. Cosa che farò sino alla sua conclusione... E non spenderò neanche una parola per raccontare la storia del festival della canzoncina idiota italiana, per la quale, daltronde, val bene un Mollica qualunque di un tg servo qualunque...
L'unica cosa che mi sento di spendere per questa occasione (a parte i soldi per la birra, ovviamente!) sono i versi di Cirano, di Francesco Guccini, con i quali vorrei riempire il mio personale "tributo" al festival: "...buffoni che campate di versi senza forza, avrete soldi e gloria, ma non avete scorza"!

Loud Notes torna (leggermente rinnovato) in pieno delirio nazional-popolare, per raccontare una storia diversa da quella di Sanremo: una storia fatta da band VERE, che solcano testardamente i palchi di tutta Italia (e non solo) per portare in giro la propria musica. Una storia interessante con una colonna sonora importante, che profuma di arte e rifugge lo squallido intrattenimento televisivo, vivendo di vita propria (di spinte non ne prende, ne da!). Una storia fatta di piccole-grandi case discografiche che si sbattono per pubblicare e far circolare musica su tutto il suolo italico. Una storia scritta dai suoi protagonisti (non è scontato), che continuano a resistere all'ombra dei grandi palchi innalzati a tavolino.

Questo post è dedicato a chi si è rotto i coglioni dell'inquinamento mediatico generato dal festival, che insieme ai rifiuti del puttanaio presidenziale sta rendendo l'aria irrespirabile; a chi ama la buona musica, e non si accontenta delle marionette vestite a festa del trash nazional-popolare italiano; a chi, questa come altre sere, ha rifiutato la televisione ed è uscito a bere una birra. E, naturalmente, a tutte le band citate (e non) in questo post, alle case discografiche che le pubblicano e a tutti quelli che rendono possibile e credibile una scena musicale diversa. Un New Italian Rock, per parafrasare Wu Ming 1, in grado di rivaleggiare a mani basse con quello d'oltremanica o d'oltreoceano e di cambiare i connotati al tempo che viviamo: come diceva il buon vecchio Platone"Quando la musica cambia, i muri della città tremano". Let's Rock!

Iniziamo questa selezione di rock italico con i B-Back, garage band senese fondata da Madison Wheeler (alias Michele Landi), batterista-cantante e storica conoscenza del rock'n'roll made in Italy (Pikes In Panic, i Barbieri, Ray Daytona & The Googoobombos). Questa è la splendida We Wanna Be There, un pezzo tratto dal loro terzo lavoro Experiment In Colour, uscito nel 2009 per l'etichetta discografica pisana "Area Pirata".



Proseguiamo con i Glitterball, da Pescara, una delle migliori promesse (mantenute) dell'alternative rock nostrano. Il duo è reduce da un bellissimo album d'esordio (Glitterball) uscito due anni fa, e sta per dare alla luce (il 21 febbraio prossimo) il secondo lavoro We Couldn't Have Dreamed It. A pubblicarlo è l'etichetta napoletana "Seahorse Recordings". In attesa di ascoltare l'intero disco, regaliamoci questa In A Rain Of Rainbows.



La terza band che Loud Notes vi propone può essere identificata con un terremoto, il più grande subito dal rock italiano da un bel po' di tempo a questa parte: sto parlando de Il Teatro Degli Orrori, supergruppo tutto nostrano formato da Pierpaolo Capovilla (voce), Francesco Valente (batteria) e Giulio Favero (basso) (in seguito sostituito da Tommaso Mantelli e Nicola Manzan) dei mitici One Dimensional Man, e Giornata Mirai (chitarra), dei Super Elastic Bubble Plastic.
I due album Dell'Impero Delle Tenebre (2007) e A Sangue Freddo (2009), usciti entrambi per l'etichetta "La Tempesta", rientrano a tutto diritto nella classifica dei miglior dischi di sempre del rock italiano. Tratta dall'ultimo album al quale da il nome, ci ascoltiamo l'ormai immortale A Sangue Freddo



Continuiamo il nostro viaggio attraverso il NIR con gli OJM (anche su www.ojm.it/), dalla provincia di Treviso: la miglior band di stoner rock al mondo, praticamente, complici due album incendiari come Under The Thunder (2007) e Live In France (2009)! Questa invece è I'll Be Long, tratta dall'ultimo lavoro della band, Volcano, uscito lo scorso settembre per la "Go Down Records".



Proseguiamo il nostro viaggio con i Mojomatics, garage band veneziana che ha stupito un po' tutti, due anni fa, col bellissimo Don't Pretend That You Know Me, terzo capitolo di una saga di livello sempre elevato. Qui ci ascoltiamo (in attesa del nuovo disco di prossima uscita) Don't Believe Me When I'm High, singolo che da il titolo all'ultimo 7" dei veneziani, uscito nel 2009 per l'etichetta danese "Bad Afro Records".



NIR continua a violentarvi i timpani con i garage rocker romagnoli The Last Killers, reduci da Violent Years (bella questa!), il fantastico album d'esordio pubblicato l'anno scorso. Purtroppo youtube non abbonda di video che riescano a documentare al meglio la potenza della band, però potete sempre ascoltarvi qualche pezzo sul loro myspace, o... comprarvi l'album sul sito della "Go Down Records", l'etichetta che li pubblica (i 10 euri meglio spesi dell'ultimo mese).

I Black Friday sono un duo blues-core (passatemela!) formato da Adriano Viterbini alla chitarra (chitarrista-cantante dei Bud Spencer Blues Explosion) e Luca Sapio alla voce (cantante dei Quintorigo). I nostri sono autori di uno splendido album d'esordio, Hard Times, pubblicato l'anno scorso per l'etichetta "Ali Buma Ye! Records". Qui di seguito ci ascoltiamo Death Letter, classico blues nato dalla penna di Son House, già coverizzata qualche anno fa da un'altro grande duo.



Il nostro viaggio attraverso il NIR si conclude qui. Vi lascio con Le Luci Della Centrale Elettrica, moniker sotto al quale si cela il cantante e chitarrista ferrarese Vasco Brondi, una delle penne e delle voci più credibili degli anni zero all'amatriciana. Le Luci hanno all'attivo due album: Canzoni Da Spiaggia Deturpata (2008), e Per Ora Noi La Chiameremo Felicità (2010), entrambi pubblicati dall'etichetta "La Tempesta". Questa è Quando Tornerai Dall'Estero, tratta dall'ultimo album, con la quale auguro una buona serata (senza Sanremo) e una buona birra a tutti!

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