martedì 29 maggio 2012

Loud Notes Mix vol. 2

Il momento è giunto. Il dado è tratto. Insomma, i tempi sono maturati e sono finalmente pronto per rifilarvi un'altra gustosa cassettina (la prima la trovate qui) fatta in casa riempita a forza con un bel po' di pezzacci che per un motivo o per l'altro sono finiti in heavy rotation nelle mie casse in questi ultimi due mesi.

Anche questa volta si tratta di una compilation caotica, senza fili conduttori, fili di Arianna (anche perché non c'è nessun cazzo di labirinto nelle vicinanze) o cagate simili. L'unica cortesia che vi ho usato è stata quella di rifilarvi i pezzi più calmi in fondo alla compilation, così che possiate rilassare i timpani e l'anima (non ce l'avete, ma si fa per dire) dopo un po' di aulicamente profano e doveroso rumore misto a psychedelia, garage, post-hardcore e stranezze assortite.

Forse non ci sarebbe neanche bisogno di specificarlo, visto che siete su un blog che si chiama Loud Notes, ma meglio non lasciare niente al caso: se ne consiglia il consumo a volumi altissimi! Altrimenti non rende! 


sabato 26 maggio 2012

The Movements - The Angry Dead Pirates split (Pariah, 2012)

Genere: garage rock, psychedelic rock


Do per scontato che i Movements, se non siete capitati qua dentro per caso, li conosciate già tutti (essendo apparsi anche nella mia classifica di fine anno del 2011); gli Angry Dead Pirates, invece, sono un giovane quartetto di Tolosa con la testa in acido e il corpo agitato da oscure scosse elettriche e pesanti iniezioni di rumore. Sono attivi da 4 anni ed hanno all'attivo un singolo (The Angry Dead Pirates, del 2009) e un album (Fuzz For Nihilists, del 2010).
Le forze congiunte dei navigati garage rocker svedesi e di questa giovanissima band (e label) francese danno vita a questo bellissimo split che esplode acido e violento nelle mie casse invadendo la stanza con un rock duro, aggressivo e psichedelico pregno di fuzz e farfisa in grado di risvegliare tutti i sensi per farli ballare danze punk drogate e decadenti.

6 pezzi in tutto, di cui 2 sono le rispettive cover. I Movements si cimentano con Put Me Down, un bel pezzone garage rock al quale i nostri innestano la quinta, lo accompagnano con un bel piano rock'n'roll e lo coprono di chitarre in rotazione libera imprimendogli un'aggressiva carica garage punk: bellissimo! Gli Angry Dead Pirates prendono in prestito il vecchio (ormai) classico garage-psych Being, al quale riescono a donare un'aurea ancora più acida, oscura e malata con un mix allucinante di fuzz, riverberi, farfisa e suoni extramusicali. Non che regga il paragone con l'originale, ma è sicuramente una piacevole interpretazione. 

Che dire del resto? I Movements ci allietano con il solito garage punk aggressivo (se avete ascoltato l'ultima compilation made in Teen Sound sapete a cosa mi riferisco) che farebbe rinsavire dal suo stupido torpore mentale anche un coglione nazista. Riescono anche a stupire quando provano a violentare Morricone a suon di sferragliate garage punk e calde rasoiate di farfisa (She Said) o quando inseriscono un drumming tribale a sostenere un bellissimo stomp garage rock (Deserted Town). Gli Angry Dead Pirates riescono a dire la loro nonostante la compagnia ingombrante, regalandoci due gemme (Moon e I Don't Mind) di psychedelic rock di derivazione prettamente sixties impregnate di fuzz e farfisa con qualche (piacevole) sclerata grunge-rumorista.

Non fate come me che ci ho messo due mesi a recensirlo, prendete l'occasione al volo e procuratevi questo gustosissimo split.

 
Links:

giovedì 24 maggio 2012

The Hussy - Stab Me EP 7" (Eradicator, 2012)

Genere: garage rock, garage pop, noise pop


Gli Hussy sono già passati di qui (per la gioia mia e - spero - vostra) con il bel full-length Weed Seizure, e tornano a disturbarci a breve distanza con questo freschissimo e urticante Stab Me, EP di quattro pezzi dalla copertina impresentabile ma dagli interni accattivanti.
Da il nome all'EP, aprendolo più che gloriosamente, quella Stab Me che avevamo già visto sull'album, e per la quale avevo scomodato Beach Boys e Oblivians. Che altro aggiungere? Niente, a parte sottolineare che un pezzo così varrebbe da solo l'acquisto del dischetto! 

Le fa da degno successore il grazioso garage pop di Turkatron, una melodia gioiosa e dolce che nasconde una chitarra sfrontatamente rock'n'roll. Niente a che vedere con la successiva Hard To Erase, pompante e aggressivo stomp garage rock sfregiato di noise (bello il lavoro "assassino" delle chitarre) che ricorda certe cosine del compianto Jay Reatard e si piega ad un finale quasi punk-hardcore. La melodia (jangle) torna a farla da padrone nella conclusiva Molly Molly, cover di un misconosciuto pezzo del misconosciuto quartetto "angry bubblegum" (non me ne abbiate, la definizione è loro!) The Midwest Beat: la voce femminile ancheggia sfrontata ed elegante in mezzo ad un impianto noise-indie che ha deciso di sporcarne i contorni e a una sezione ritmica che aumenta a dismisura pulsazioni e groove.

Che ve lo dico a fare? Fate un piccolo sforzo, rinunciate alla squallida tassa per poveri delle lotterie nazionali e accaparratevi questo bel dischetto. Che non vi cambierà la vita, certo, ma almeno vi farà passare qualche piacevole momento rumorosamente melodico...cribbio!


Links:
The Hussy BC
The Hussy FB
Eradicator Records

venerdì 18 maggio 2012

Sakee Sed - A Piedi Nubi (Appropolipo, 2012)

Genere: folk rock, alternative rock, psychedelic rock


Con un gioco di parole che meriterebbe il nobel per la poesia (se solo esistesse), un armamentario da navigato gruppo rock e una copertina dall'amaro retrogusto psichedelico tornano a farci visita i Sakee Sed, un duo bergamasco ci aveva già colpito con i due precedenti lavori, Alla base della roncola (autoprodotto, 2010) e Bacco EP (autoprodotto, 2011), due affreschi di folk e blues alcoolico disegnati da piano e chitarra acustica.

A Piedi Nubi (in uscita oggi per Appropolipo Records) mischia un po' le carte in tavola, a dir la verità. Marco Ghezzi abbandona il vecchio piano Howard per un Rhodes e imbraccia una incazzosa chitarra elettrica mentre Gianluca Perucchini si mette a picchiare sui tamburi come dio comanda. Ne viene fuori un disco che, pur senza abbandonare quella vena folk e blues che li aveva caratterizzati agli esordi, suona più rock e acido. E va detto che il risultato rende onore al cambiamento, perché i Nostri sono riusciti a registrare (al TunnelWood Studio, uno studio interamente in legno messo su tra una pausa e l'altra del tour) e partorire un album veramente bello, che riesce ad ammaliare e a portare l'ascoltatore in anfratti inaspettati di psichedelia rock progressiva e stralunata bellezza lirica.

Basti ascoltare l'opening (e title) track A Piedi Nubi, un pezzo che si arrotola sinuoso su un arpeggio di chitarra e si distende su passaggi armonici e lirici giustapposti alla perfezione. L'acidità satura l'aria, portata in dote da un rhodes che si prende la scena a metà pezzo accompagnato da una chitarra ubriaca. A.S.M.A. Los Angeles ci mette il carico da 11, con un pezzo tanto acido quanto orgogliosamente rock che si scopre progressive mentre ti ciancia di spread e paesi che sprofondano. Non vi preoccupate, che non di soli muscoli è fatto A Piedi Nubi, e sono lì a ricordarcelo le bellissime ballate rock acide Molecola e Tritolo. Ma è di nuovo il rock duro a farla da padroni con Sta Piovendo, un pezzo paurosamente ubriaco che riesce a muoversi a passi pesanti (e senza cadere) tra grunge, blues e progressive rock. Un progressive malato che torna a manifestarsi prepotente tra le pieghe della quasi post punk Colpo al materasso e del ballatone grunge-blues Diavolo. I 2:26 di divagazioni acide di Il ricordo di siel ci introducono alla parte finale, dove le bellissime Megattera e Presto parto riescono ancora a stupire l'ascoltatore cantando di inquinamento ed emigrazione in modo intelligente e amaro trasportate dal rhodes e da atmosfere ora più acide e languide ora sfacciatamente rabbiose.

Un lavoro bellissimo, questo A Piedi Nubi, un disco che puzza di whisky, legno, nebbia, rabbia e acido lisergico e sa immergersi ed emergere dalla realtà che vive come pochi altri in giro. Uno dei dischi dell'anno, senza alcun dubbio!



Links:
Sakee Sed MS
Sakee Sed FB
Appropolipo Records

ps: cercateli, sono in tour

Sakee Sed in tour

foto: Monelle Chiti
I Sakee Sed rilasciano il bellissimo A Piedi Nubi nei negozi e si preparano a riprendere la strada a partire dal 17 Maggio, pronti a macinare chilometri e a battere locali di tutta Italia con una inedita formazione allargata che avrà l'onere e l'onore di presentare dal vivo il nuovo figlio del TunnelWood studio. 
Mi raccomando, se vi trovate a passare da quelle parti, non fateveli scappare che sarebbe un vero peccato.

Marco Ghezzi: voce / rhodes / chitarra
Gianluca Perucchini: batteria
Marco Carrara: tastiere / synth / cori
Jonathan Locatelli: basso
Guido Leidi: chitarra

Queste le date annunciate fino ad ora.

17 Maggio: Blah Blah - Torino   
18 Maggio: Polaresco - Bergamo                      
24 Maggio: Circolo Arci Magnolia - Milano      
25 Maggio: Circolo degli Artisti
26 Maggio: Magazzino 47 - Brescia                  
1 Giugno:   Edonè - Bergamo

Links: